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Economia e lavoro | 13 ottobre 2020, 13:53

Start Up, oltre 1200 incubatori e acceleratori in giro per il continente. E l'Italia sta al passo con i migliori

Landoni (Politecnico): "C’è la possibilità di un modello coerente per tutta l'Europa". Intanto si è conclusa la seconda fase della Start Cup 2020 per Piemonte e Valle d'Aosta con 110 candidature: premiazione il 23 ottobre

Start Up, oltre 1200 incubatori e acceleratori in giro per il continente. E l'Italia sta al passo con i migliori

Oltre 1200 realtà con almeno 7165 dipendenti. Sono gli incubatori/acceleratori di impresa presenti in Paesi come Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, che forniscono servizi di networking, di spazi fisici e condivisi, l’accesso a finanziamenti e la formazione e supporto manageriale alle start up. E che sono stati oggetti di ricerca da parte della Social Innovation Monitor, con base al Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione del Politecnico di Torino, in collaborazione con Italia Startup che a seguito della fusione con APSTI ha dato vita ad InnovUp, l'Enterprise Educators UK Association, la German Startups Association, La Boussole des Entrepreneurs, PNICube Association, la Spanish Startups Association, la UKSPA Association, e con il supporto di Experientia, Instilla e Social Innovation Teams (SIT).

Secondo la ricerca, emerge che nei 5 Paesi analizzati ci sono 1217 incubatori e acceleratori, di cui 182 sono incubatori aziendali e 227 incubatori universitari. La Francia ha il maggior numero di incubatori/acceleratori con un totale di 284; seguita dal Regno Unito con 274, dalla Germania con 247, dalla Spagna e dall'Italia rispettivamente con 215 e 197 incubatori e acceleratori.

Il numero stimato di dipendenti è pari a 7165. Il numero più alto di dipendenti in incubatori e acceleratori è stato stimato nel Regno Unito, con 2164 dipendenti. Seguono la Francia con 1420 dipendenti stimati, la Spagna con 1376, la Germania con 1111 e infine l’Italia con 1094.

I servizi più diffusi offerti da queste organizzazioni sono i servizi di networking, la fornitura di spazi fisici e servizi condivisi, l'accesso ai finanziamenti, la formazione e il supporto manageriale. In particolare, per gli incubatori e acceleratori francesi, i servizi più importanti sono il supporto manageriale e il supporto alla creazione di network; gli incubatori e acceleratori tedeschi considerano come servizi più importanti gli stessi servizi degli incubatori e acceleratori francesi, con l'aggiunta della fornitura di spazi e servizi condivisi. I servizi più importanti offerti agli incubatori/acceleratori italiani sono la creazione di network, il supporto manageriale, la fornitura di spazi e servizi condivisi e l'accesso ai finanziamenti, mentre negli incubatori spagnoli i servizi più importanti sono legati al supporto e alla formazione manageriale, all'accesso ai finanziamenti e alla fornitura di spazi fisici e servizi condivisi. Infine, gli incubatori e gli acceleratori nel Regno Unito considerano più importanti gli spazi fisici, i servizi di network, l'accesso ai finanziamenti, la formazione e il supporto manageriale.

Un altro dato interessante che emerge dal Report riguarda la percentuale di equity detenute da incubatori/acceleratori nelle organizzazioni che esse incubano. In media, il 17,5% degli incubatori e degli acceleratori dei 5 stati analizzati detiene quote azionarie nelle organizzazioni incubate.

In linea con la mission del team di ricerca Social Innovation Monitor di supportare l'ecosistema dell'innovazione e dell'imprenditorialità a significativo impatto sociale, l'indagine ha posto l'accento su incubatori e acceleratori che sostengono le start-up con un impatto sociale e/o ambientale: in Francia e nel Regno Unito le startup con un impatto sociale maggiormente sostenute sono quelle del settore Salute & Benessere, mentre in Italia e in Germania la maggior parte delle startup sostenute sono nel settore della protezione dell'ambiente e degli animali. La Spagna si distingue per la predominanza di startup con impatto sociale nel settore del turismo sostenibile e del consumo responsabile.

Come sottolineato dal Professore Paolo Landoni del Politecnico di Torino, direttore scientifico della ricerca: “Siamo contenti di constatare che in tutti i paesi che abbiamo esaminato vi è un numero significativo di incubatori/acceleratori. È interessante notare che i numeri, soprattutto se confrontati con la popolazione di ciascun Paese, sono altamente comparabili. Dobbiamo esplorare ulteriormente questo aspetto, ma c’è la possibilità di un modello coerente di incubazione/ accelerazione in Europa”.

"Siamo molto soddisfatti della costante evoluzione della ricerca del Social Innovation Monitor che, quest'anno, oltre a presentare un'approfondita analisi dell’ecosistema di incubatori/acceleratori attivi nel nostro Paese, permette di confrontarci a livello continentale con gli ecosistemi degli Stati a noi vicini" afferma Angelo Coletta, Presidente di InnovUp "Inoltre, per la prima volta, la partnership è stata siglata a nome di InnovUp, la nuova Associazione che riunisce le esperienze "storiche" di Italia Startup e APSTI rappresentando, così, la quasi totalità dei centri di innovazione italiani".

Start cup: finita la seconda fase per Piemonte e Valle d'Aosta con 110 candidati
Intanto si è conclusa con 110 Business Plan e 338 proponenti la seconda e ultima fase della Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2020, la Business Plan competition giunta alla XVI edizione e finalizzata a favorire la nascita di startup innovative promossa dagli incubatori I3P, Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino, 2i3T Incubatore di Imprese dell’Università degli Studi di Torino, Enne3 Incubatore di Impresa del Piemonte Orientale.

Il 40% dei Business Plan presentati riguarda la categoria di gara ICT; seguono Turismo&Industria Culturale e Creativa (19%), Industrial (18%), Life Science (12%) e Cleantech & Energy (10%). I 338 proponenti - che partecipano in team - sono per la maggior parte uomini (81%) e posseggono nel 38% dei casi una laurea magistrale, nel 23% il diploma, nel 19% un master o dottorato e nel 15% la laurea triennale. 

I 110 progetti candidati saranno ora valutati da una Giuria composta da imprenditori, venture capitalist e business angel. Dopo aver analizzato parametri come la fattibilità tecnica dei Business Plan, la prospettiva di crescita economica e la competenza dei team imprenditoriali, la giuria stilerà una short list di 10 Business Plan. I finalisti prenderanno parte alla cerimonia conclusiva che si svolgerà il mattino del venerdì 23 ottobre a Torino presso l’Aula Magna Cavallerizza Reale d’Ateneo dell’Università di Torino, sita all’interno dell’antico complesso del Maneggio Chiablese di Via Verdi 9. L’evento sarà organizzato per essere seguito sia in presenza (con ingressi contingentati) che online.

comunicato stampa

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