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Economia e lavoro | 28 ottobre 2020, 16:34

L'urlo di dolore degli agenti di viaggio: "Altro che seconda chiusura, noi non abbiamo mai riaperto. E siamo rimasti fuori dal bonus vacanze"

Adiva Piemonte fa parte delle forze che hanno scritto una lettera aperta alle istituzioni nazionali: "Siamo fermi da un anno e siamo senza prospettive per il futuro: chiediamo un aiuto concreto e l'esenzione da tasse e contributi"

L'urlo di dolore degli agenti di viaggio: "Altro che seconda chiusura, noi non abbiamo mai riaperto. E siamo rimasti fuori dal bonus vacanze"

Sono stati tra i primi a fermarsi, in primavera, quando il Covid ha fatto il suo ingresso prepotente sul palcoscenico dell'attualità. Ma a differenza di altre categorie, non sono mai ripartiti "davvero". E' il mondo delle agenzie di viaggio, che a livello territoriale trova espressione anche nella neonata Adiva Piemonte e che a livello nazionale ha contribuito alla scrittura di una lettera aperta alle istituzioni proprio per far sentire il proprio urlo di dolore.

"Vogliamo dar voce alla nostra categoria per far capire alla gente che il decreto ristoro di ieri in realtà ha semplicemente confermato per noi quello di agosto - commenta Irene Ciccarelli, cofondatrice e componente del direttivo di Adiva Piemonte -, ma noi siamo ormai fermi con lavoro da un anno e non abbiamo prospettive per il futuro, visto che i confini continuano ad essere chiusi e non abbiamo nulla da vendere nonostante qualcuno di noi ancora la serranda alzata e molti ormai lavorano ad orario ridotto e col personale in cassa integrazione".

Secondo gli addetti ai lavori, "il supporto della Regione Piemonte purtroppo è limitato e da Roma sembra che non riescano a comprendere le nostre reali situazioni aziendali". "La percezione comune - dice ancora Ciccarelli - è che noi ci stiamo prendendo molti soldi dallo Stato, ma in realtà diviso tra tutti si tratta di briciole in confronto alle perdite enormi che dobbiamo sopportare".

Ecco perché, la lettera aperta, parla di "dramma", "vissuto in silenzio ed in modo invisibile da parte delle istituzioni durante tutti questi mesi: migliaia di agenzie di viaggio sull'orlo del fallimento". "A viaggio partito - prosegue la lettera -, corrisponde una commissione, cioè il nostro stipendio. Ma se tutti i viaggi da marzo ad oggi sono stati cancellati, quindi non partiti, significa che nessuno ha ricevuto la commissione e quindi niente stipendio almeno da marzo".

"Oltretutto abbiamo vanificato tutto il lavoro dell’ultimo semestre 2019 per le partenze 2020, viaggi pianificati e prenotati con largo anticipo e cancellati senza produrre reddito con l’aggravio di aver già onorato i costi di gestione. Cosa abbiamo ricevuto come “ristoro” in questi mesi? Un contributo di 600 euro per i mesi di aprile e maggio ed un contributo regionale di 1500 euro una tantum vincolati alle spese di sanificazione dei locali".

E il bonus vacanze? "Nato per favorire il turismo in Italia, non è stato utilizzabile dalle agenzie di viaggio, ma fruibile direttamente in hotel bypassando la distribuzione, e comunque da noi non utilizzabile in quanto bisognava anticipare l’ottanta per cento del bonus per riceverlo come credito d’imposta in un momento storico dove non è possibile sostenere nessuna spesa. Sono mesi che nei nostri negozi non entra anima viva, ma continuiamo a pagare gli affitti e le utenze con i nostri risparmi, ormai finiti. Spesso si tratta di imprese famigliari monoreddito, dove non esistono altre entrate. Quindi ben vengano gli aiuti alle categorie oggetto del nuovo dpcm, ma forse andrebbe fatta una riflessione sui settori che non sono mai ripartiti dal primo dpcm".

Le richieste sono molteplici: "Un sostentamento mensile fino alla metà del prossimo anno, l'esonero dei contributi Inps per tutto il 2021, ma con riconoscimento a fini pensionistici e l'esonero dalle tasse per 12 mesi".

Massimiliano Sciullo

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