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Economia e lavoro | 29 ottobre 2020, 12:03

Il settore del turismo ai tempi del Covid: "I prossimi due anni saranno dedicati a sopravvivere, poi puntare su Olimpiadi e Atp"

Il monito da Confindustria Piemonte. De Giuli: "Servono risorse per garantire la continuità delle aziende, ma il tempo servirà anche a ripensare l'offerta e le proposte, alla luce di una domanda che cambia continuamente. Puntare sui moltiplicatori dei prossimi grandi eventi"

Il settore del turismo ai tempi del Covid: "I prossimi due anni saranno dedicati a sopravvivere, poi puntare su Olimpiadi e Atp"

"Come cambierà la domanda e come cambierà l'offerta nel mondo del turismo? Ce lo stavamo già chiedendo durante la prima ondata di Covid, ma il tema resta di stretta attualità". Così Paolo Balistreri, segretario generale Confindustria Piemonte - EEN, in apertura dei lavori del convegno "Nuove risorse UE e competitività del territorio​", organizzato proprio per analizzare uno degli aspetti che interessano il comparto, anche in un periodo così difficile.

"Questo è un momento particolarmente complicato per il turismo e le scelte che faremo adesso probabilmente caratterizzeranno per anni ciò che accadrà sul nostro territorio - dice Federico De Giuli, presidente Commissione Industria del Turismo Confindustria Piemonte - bisogna mettere in discussione certezze e accettare il cambiamento, anche se nessuno ha la verità in tasca".

"Bisogna ragionare su due orizzonti temporali - prosegue De Giuli: il prossimo biennio, quando sarà necessario capire come far sopravvivere il turismo, tra i settori più colpiti insieme alla cultura. Qui fanno concentrate più risorse possibili per garantire la salvezza. Ma poi bisogna programmare il futuro più distante, senza sprecare tempo, ripensando e riprogettando la propria attività in un mercato che sarà molto diverso".


I numeri del passato recente: torna la voglia di "casa"

Analizzando il periodo appena trascorso, Germania, Francia e Benelux risultano essere i Paesi che più apprezzano il nostro territorio, ma in relativa contrazione, mentre sono in rapida crescita sono altri mercati come Usa, Cina e Uk.

L'estate ha visto il 7% dei turisti italiani che hanno scelto la montagna ("Una buona performance un po' in tutte le località"), mentre il 58% dei turisti ha scelto un momento in autunno. Il 33% degli italiani mette in previsione l'idea di passare le vacanze di Natale in Piemonte, "se le condizioni lo permetteranno", dice De Giuli.

Cambiano però le richieste e la domanda: "Più trasversalità, più competitività tra i concorrenti che avanzano proposte, ma anche una vacanza vissuta in maniera diversa rispetto al passato, anche dal punto di vista della fruizione e dalla visione e percezione del tempo", sintetizza il presidente Commissione Industria del Turismo.
 

L'impegno per il futuro: puntare sui grandi eventi, ma anche sulle eccellenze

"Le Olimpiadi saranno un'occasione di comunicazione anche per il territorio torinese e piemontese - conclude De Giuli -, facendo passare il messaggio sulle qualità di tutta la montagna italiana, non solo Cortina e Courmayeur, ma anche le nostre valli. E' importante però arrivare con un messaggio chiaro, sapendo bene cosa vogliamo comunicare per il nostro territorio. Dirlo è semplice, ma farlo a volte sembra quasi impossibile. Allo stesso modo bisognerà sfruttare il traino delle Atp Finals".

"L'approccio a medio e lungo termine, anche a livello governativo, è oggi il grande assente, in molti casi, perché ci si limita a cercare di tamponare l'immediato - aggiunge Marina Lalli, presidente Federturismo Confindustria - anche perché alle porte abbiamo la possibilità di sfruttare una cifra considerevole di quasi 270 miliardi tra Recovery, Mes e altre risorse europee. E poi, alcuni problemi da risolvere, risalgono anche a prima del Covid: il nostro turismo cresceva meno di altre realtà, spesso con proposte obsolete rispetto alle necessità e alle richieste della clientela. Se non saremo pronti a ripartire quando si potrà, correremo un rischio ancora superiore rispetto a quello che viene percepito in un momento difficile come questo". 

"Alla base dei risultati del turismo piemontese ci sono le eccellenze universalmente riconosciute - aggiunge Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte - eppure la nostra regione e l'intero sistema Italia mostravano in passato fragilità che il Covid ha ampliato. Bisogna inquadrare le azioni in una cornice nazionale, ma sfruttando il meglio che abbiamo a livello capillare sul territorio".

"Sul turismo siamo intervenuti immediatamente per il lockdown erogando 2,6 miliardi a livello nazionale per tutto il settore e concedendo moratorie fino a 24 mesi - ricorda Teresio Testa, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria Intesa Sanpaolo -​. Ora bisogna pensare come ricostruire e riposizionare la nostra offerta a livello nazionale e internazionale. Sono state citate le Atp, di cui siamo sponsor: un evento che deve dare risalto al nostro territorio".

Massimiliano Sciullo

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