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Economia e lavoro | 28 novembre 2020, 15:15

Torino verso la zona arancione, riaprono i negozi: "Ma attenzione alla sicurezza". "Non è un liberi tutti"

La presidente Coppa (Ascom): "Il mese di dicembre rappresenta circa il 40% delle vendite di tutto l'anno, evitate però assembramenti". Banchieri: "Già pronti a riaprire da domani oltre 1500 negozi di abbigliamento"

Torino verso la zona arancione, riaprono i negozi: "Ma attenzione alla sicurezza". "Non è un liberi tutti"

"Riaprire i negozi un passo importante verso la normalità ma attenzione alla sicurezza". Così la presidente di Ascom Torino e provincia, Maria Luisa Coppa, commentando le ultime ore prima della riapertura delle attività che la zona rossa aveva bloccato.

Torino, così come il Piemonte, si prepara a diventare "arancione" e dunque si scaldano i motori. "Il mese di dicembre rappresenta circa il 40% delle vendite di tutto l'anno, evitate però assembramenti per la sicurezza di tutti - ammonisce la presidente dei commercianti -. Le nostre imprese sono pronte, la riapertura domani dei negozi è sicuramente un passo importante anche se rimane il rammarico per la chiusura prolungata di ristoranti e pubblici esercizi, e tutti quei settori chiusi da marzo".

"Rinnoviamo l'appello ai consumatori che ci hanno atteso con pazienza per i regali di Natale - conclude - a rivolgersi ai negozi di prossimità e non creare assembramenti e situazioni che possano mettere a rischio la sicurezza di tutti imprese e clientela".

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti. "Finalmente si riapre e, dopo i tanti click per il Black Friday, i consumatori potranno ritrovare il loro commerciante di fiducia nei negozi e sui mercati: è un primo passo verso la normalità che i commercianti di Torino hanno intenzione di sfruttare fino in fondo”. Ma la prudenza regna sovrana: "Non è un ‘liberi tutti’ - dice Banchieri - e le norme di sicurezza vanno rigorosamente rispettate, ma il ritorno dei consumatori nei negozi e sui mercati è un fatto importante. Come lo è che il commercio possa cogliere l’occasione del Natale per rifarsi, almeno in parte, dei lunghi mesi di difficoltà. I ristori sono una buona cosa e, anzi, ne sarebbero necessari altri: ma il vero ristoro per i nostri colleghi è la possibilità di tornare a lavorare e di alzare la saracinesca ogni mattina. Speriamo che la situazione consenta di farlo il prima possibile anche al settore della somministrazione”.

Da un sondaggio condotto da Confesercenti fra il pomeriggio di ieri e questa mattina, risulta che la stragrande maggioranza dei commercianti è pronta a riaprire già da domani, specialmente gli oltre 1.500 negozi di abbigliamento in città (che costituivano la parte di gran lunga più rilavante delle attività extralimentari colpite dal blocco). Vetrine, assortimenti e misure di sicurezza sono pronte per accogliere i clienti: è probabile - dicono i commercianti - che si debba scontare per i primi giorni qualche timore, ma tutti puntano sulla voglia di normalità e di riprendere le abitudini di consumo: particolarmente importante, oltre alla riapertura di domani, viene ritenuto il week end successivo, con annesso ponte dell’Immacolata. Data la limitazione negli spostamenti, si spera che saranno giornate dedicate allo shopping.

Massimiliano Sciullo

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