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Cronaca | 11 gennaio 2021, 13:35

Processo piazza San Carlo: lite pm-difesa sugli atti dell'indagine 'abbandonati'

Argomento della discussione gli atti di indagine, che per un errore non erano stati inclusi nel fascicolo processuale. L'avvocato Roberto Capra, ha chiesto la nullità del capo di imputazione, il pm Pacileo: "atti irrilevanti"

una immagine della serata del 3 giugno 2017

lite pm-difesa sugli atti dell'indagine 'abbandonati' al processo per i fatti di piazza San Carlo

Lite in aula fra accusa e difesa stamani a Torino alla ripresa del processo per i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017, con gli incidenti che causarono il ferimento di oltre 1500 persone, due delle quali morirono successivamente.

Si tratta della causa celebrata dalla Corte d'assise con rito ordinario a carico di 9 imputati tra cui il viceprefetto Roberto Dosio. L'argomento della discussione sono stati gli atti di indagine che per un errore non erano stati inclusi nel fascicolo processuale. Uno dei difensori, l'avvocato Roberto Capra, ha chiesto la nullità del capo di imputazione, cosa che avrebbe portato a uno stop del processo: la Corte ha dato una risposta negativa.

Il pm Vincenzo Pacileo (la cui segreteria non si era occupata di quelle carte) in udienza ha ribadito che si tratta di "atti irrilevanti" per lo sviluppo del processo e si detto "francamente sconcertato" dalla polemica sollevata degli avvocati. Su un'altra questione legata all'eventuale importanza del materiale i giudici si sono riservati la decisione.

E' stato per "mera cortesia" che il pm Pacileo si è detto disponibile a mettere a disposizione delle difese nel processo di piazza San Carlo degli atti non presenti nel fascicolo. Lo ha affermato la Corte d'assise nell'ordinanza con cui, stamani, ha respinto la proposta di un avvocato di dichiarare la nullità della richiesta di rinvio a giudizio. Pacileo, quando lo ha scoperto, ha comunicato alle difese che era pronto a renderlo consultabile.

Un avvocato difensore, Elena Negri, ha fatto presente che comprende, fra l'altro, atti relativi "a un sequestro operato il 22 gennaio 2018 dal pm Rinaudo" ed ancora "decine e decine di messaggi scambiati tra la sindaca Appendino, l'allora portavoce Luca Pasquaretta e l'allora capo di gabinetto Paolo Giordana".

redazione

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