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Attualità | 16 gennaio 2021, 14:26

Covid, l’ex magistrato Vitari: “Senza una legge dello Stato nessun obbligo”

All'incontro online organizzato da Azione, il partito di Carlo Calenda, anche il commissario dell’Unità di crisi regionale Antonio Rinaudo: “L’adesione degli oss nelle case di riposo non è stata ottimale”

Un uomo vaccinato contro il Covid

Non si placa il dibattito sulla vaccinazione anti covid

L’obbligo di vaccinarsi contro il Covid deve essere previsto da una legge dello Stato, senza non possono essere previste delle sanzioni”. Lo ha detto l’ex magistrato torinese Giorgio Vitari, intervenendo a un incontro online organizzato da Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. “Non ci può essere alcuna sanzione semplicemente sulla base di un contratto, di una circolare o di un ordine di servizio - ha spiegato Vitari - d’altronde l’articolo 32 della Costituzione prevede che nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. 

Per il presidente dell’Ordine dei medici di Torino, Guido Giustetto, “bisogna distinguere tra obbligatorietà per la popolazione e per gli operatori sanitari. Per i cittadini non può che essere necessaria una legge, come quella del 2017 sui vaccini obbligatori. Per i sanitari, invece, il discorso è diverso. Il medico che sia contrario alla vaccinazione dei suoi pazienti e che fa propaganda contro i vaccini riceve un procedimento disciplinare e una sanzione, mentre è più difficile incidere sui medici che non vogliono vaccinarsi”. 

All’incontro ha partecipato, fra gli altri, anche Antonio Rinaudo, commissario dell'area giuridico-amministrativa dell'Unità di crisi della Regione Piemonte e responsabile del piano vaccini, che ha confermato l’alta adesione al vaccino tra gli operatori sanitari: “In alcune categorie sfiora quasi il 100%, il problema semmai è stato riscontrato nelle residenze per anziani, principalmente tra gli operatori socio sanitari, dove nonostante la campagna di informazione la risposta non è stata così ottimale”. Rinaudo ha poi parlato della possibilità che i medici di famiglia possano somministrare il vaccino. “Ad oggi, vista l’estrema difficoltà nella conservazione e distribuzione del vaccino Pfizer, che necessita del rispetto rigoroso della catena del freddo, il coinvolgimento di strutture privatistiche nonché dei medici di medicina generale è inattuabile. Non cambia nulla con il vaccino prodotto da Moderna, mentre quello di AstraZeneca ha modalità di conservazione diverse e non è da escludere che possa essere somministrato anche dai medici di medicina generale”. 

Marco Panzarella

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