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Economia e lavoro | 09 febbraio 2021, 10:53

Prima settimana per Torino Zona Gialla: tanto movimento, ma pochi consumi. E un negoziante su 4 dice no alla lotteria degli scontrini

Tanti locali attendono il via libera per la cena, durante la quale realizzano due terzi del loro fatturato. E il delivery comincia a scricchiolare

Barista serve tre bicchieri sul bancone del bar

Primo bilancio dopo 7 giorni di zona gialla a Torino senza troppi squilli

Una settimana di zona Gialla o poco più. Torino ha riscoperto il piacere dei negozi aperti (pur nelle limitazioni che ancora resistono per la lotta al Covid), ma l'effetto sui consumi non è stato travolgente. Lo rivela l'ultima indagine effettuata da Epat-Ascom, che rivela come dall'inizio di febbraio - soprattutto nei fine settimana - c'è stato maggiore movimento, però i consumi sono rimasti nella media.

L'attesa di riaprire la sera

Numeri alla mano, si scopre che quasi tutti i locali hanno riaperto (la percentuale sfiora il 90% nel week end), ma di questi solo un terzo dichiara un livello di ricavi corrispondente al periodo giallo prenatalizio, mentre i due terzi dichiarano ricavi inferiori, tra il 10 ed il 30%. È il segno della ripresa nei bar, ma i ristoranti restano al palo, in attesa di "via libera" per il servizio alla sera, visto che buona parte di loro realizzano i 2/3 dei loro ricavi a cena, ma devono ancora fare i conti con la limitazione di orario alle 18.

La metà degli esercizi aperti, tra l’altro, contribuisce con i ricavi dell’asporto che viene da essi praticato. Mentre per il delivery, si conferma un assestamento al 28% dei locali che lo praticano. Un fenomeno pertanto che aveva già manifestato i segni di una riduzione dopo gli spunti di inizio pandemia, a conferma delle difficoltà logistiche e dei prezzi troppo rilevanti delle piattaforme.

Flop della lotteria degli scontrini

Incertezze per la lotteria degli scontrini, partita proprio in un momento di incertezza sulle riaperture e che dunque risulta difficilmente "leggibile": è pronto solo un esercente su tre. I negozianti però si adegueranno, entro 15 giorni massimo un mese, anche se il 25% dichiara che non intende adeguarsi.

È confermato quanto oggetto delle nostre richieste al governo; occorre permettere ai ristoranti di riaprire la sera e cercare di garantire agli operatori una certa continuità, mentre per ora è ancora forte la paura di doversi all’improvviso fermare di nuovo. In questo contesto la lotteria non permette che commenti negativi - dichiara Alessandro Mautino, presidente Epat Torino - Si sa, nei week end fa notizia l’assembramento, anche se non è provocato dai locali, ma comunque i casi di non rispetto delle regole vanno perseguiti con severità in quanto fanno il danno di tutta la categoria. Però i dati economici confermano un tentativo di ripartenza nella media con una certa flessione rispetto al periodo prenatalizio. Ci vuole tempo e soprattutto strumenti seri per affrontare la crisi di ripartenza dopo le prime ondate anomale dettate dalla voglia dei consumatori di tornare alla normalità".

Massimiliano Sciullo

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