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Economia e lavoro | 24 febbraio 2021, 15:02

L'appello degli ambulanti da Torino e Piemonte: "Sì alle regole, ma no all'abusivismo"

A farsene portavoce è Fiva Confcommercio Piemonte, proprio nei giorni in cui si stanno rinnovando le concessioni alla luce della Bolkestein

venditori ambulanti

Il settore del commercio ambulante dichiara guerra all'abusivismo

Sì alle regole, ma un no deciso alla concorrenza abusiva. E' il messaggio che manda in questi giorni il mondo dei commercianti ambulanti di Torino e del Piemonte e lo fa tramite Fiva Confcommercio Piemonte.

Una voce che arriva proprio mentre procede spedito il lavoro degli uffici comunali impegnati nelle procedure di rinnovo delle concessioni per i posteggi dei mercati, che a fine giugno saranno rinnovati per i successivi dodici anni mettendo fine alle preoccupazioni degli operatori dei mercati del Piemonte iniziate con la famosa Direttiva Bolkestein.

Intanto, per arrivare puntali alla scadenza di inizio estate, entro il prossimo 28 febbraio i 16.000 ambulanti piemontesi dovranno chiedere ai Comuni in cui lavorano il VARA, la verifica annuale di regolarità delle aree pubbliche fortemente voluta negli anni passati dalle associazioni di categoria per tutelare gli operatori regolari. “FIVA Confcommercio ringrazia l’Assessore regionale al Commercio, Vittoria Poggio, per aver compreso l’importanza di agevolare il rinnovo delle concessioni dei mercati – dichiara Tino Marolo, presidente regionale di FIVA Confcommercio – evitando che la verifica della regolarità contributiva sia effettuata, come previsto dalla normativa nazionale, tramite Durc, dunque anche sugli anni 2019 e 2020”.

FIVA Confcommercio Piemonte prende pertanto le distanze dai tentativi di contestare le scelte della Regione Piemonte: “Non conviene essere abusivi – prosegue il Presidente Marolo – perché in questo modo si legittima una tendenza di opinione che tende ad individuare gli ambulanti come evasori fiscali e contributivi. E così non è. L’abusivo non solo infrange la legge ma manca di rispetto alle tante Colleghe e ai tanti Colleghi che, a prezzo di grandi sacrifici, cercano di essere in regola. Un esempio da “furbetti” che, alla lunga, non può pagare e che rischia di danneggiare l’immagine dell’intera categoria”.

M.Sci

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