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Economia e lavoro | 01 aprile 2021, 16:40

Ascom, la ricetta post pandemia: biennio senza tasse e vaccini per tutti gli addetti. "Operatori di interesse sanitario, come i farmacisti"

Seduta straordinaria del Consiglio Generale. La presidente Coppa: "È passato troppo tempo, 14 mesi di chiusure e aperture che hanno lasciato un tessuto economico e sociale disastrato"

Maria Luisa Coppa

Il mondo del commercio torinese chiede di poter ripartire

In oltre un anno di lockdown a Torino, ci sono negozi che hanno dovuto rimanere chiusi circa un giorno su due. E, nel resto del tempo, hanno dovuto chiudere alle 18 per 50 giorni (nel caso delle attività di somministrazione), mentre i giorni di lavoro "pieno" sono stati solo 150. Il 38,5% del totale.

Peggio ancora è andata ai negozi di abbigliamento: ritenuti “non essenziali” negli ultimi 13 mesi, hanno dovuto tenere chiuso per più di sei mesi. Alcune attività, come gli alberghi, ad esempio, non sono stati obbligati a chiudere, ma non hanno potuto lavorare.

Fatturato in profondo rosso

Sono questi i dati che allarmano il mondo del commercio cittadino, perché la conta dei giorni si trasforma inevitabilmente in un crollo dei fatturati. In Piemonte i consumi nel corso del 2020 sono crollati del 9%, per un valore di 7,8 miliardi di euro. E se nella seconda metà dell'anno le perdite sono state del 9 e dell'11%, nei primi due trimestri i crolli sono stati del 32 e del 31%. Cifre da brivido, che diventano quasi insostenibili se si ragiona soltanto su alberghi e pubblici esercizi, dove il fatturato è sceso del 70% fino a giugno e poi del 31% e del 54%.
Il tutto mentre il commercio elettronico delle grandi piattaforme triplica i fatturati con fiscalità al 3% (mentre il commercio paga quasi il 60%).

Consiglio straordinario per richieste straordinarie

Ecco perché si è riunito in tutta fretta, in seduta straordinaria, il Consiglio Generale di Ascom Confcommercio Torino, con la presenza dei presidenti di tutte le categorie ed i territori attivi in associazione. "Le risorse dell'ultimo Dl Sostegni serviranno forse a pagare un mese di affitto, quando arriveranno - dicono da Ascom -, ma non certo lo stipendio dei dipendenti, oppure la merce in magazzino, con le scadenze fiscali che si stanno avvicinando. Servono aiuti reali".

In particolare, la richiesta alla politica nazionale e locale (dunque Governo, Regione e Comuni) è di "un anno bianco fiscale, senza vincoli di fatturato per tutte le imprese del commercio e del turismo, che neutralizzi l’imposizione fiscale nazionale e locale, per dare respiro agli operatori e per consentire di affrontare il rigore che ancora viene chiesto alle Imprese dei nostri settori". Inoltre, il 30 giugno scadranno le moratorie sui finanziamenti e gli affidamenti bancari. "La moratoria deve essere prorogata ad un termine successivo alla fine dell’emergenza sanitaria. Per questo chiediamo a tutte le Istituzioni locali di farsi parti attive per risolvere questo problema".

"Bisogna preparare la ripartenza anche per guardare oltre a questo terribile momento e dare alle imprese la fiducia per ricominciare – dichiara la presidente Maria Luisa Coppa - Ciò può avvenire solo se il Governo ci aiuta con una defiscalizzazione totale per il biennio 2021–2022 e con delle politiche attive per salvare il patrimonio di milioni di imprese, che solo con i minimi ristori ricevuti non ce la faranno. È passato troppo tempo, 14 mesi di chiusure e aperture che hanno lasciato un tessuto economico e sociale disastrato".

Riaprire in sicurezza, con i vaccini

Un altro aspetto rilevante delle richieste del mondo del commercio torinese riguarda la sicurezza e la salute. "Riaprire e farlo in sicurezza si può. Ma il personale delle imprese del commercio deve essere considerato 'operatore di interesse sanitario' come lo sono gli operatori delle farmacie, delle parafarmacie, della scuola, soggetti che vengono coinvolti da subito nelle vaccinazioni. I nostri operatori – che vivono a contatto con il pubblico – devono poter contare sui vaccini, quale  “riconoscimento di servizio” per poter garantire la sicurezza delle riaperture". 

Con una postilla, di certo non marginale. "Il Governo deve garantirci un orizzonte temporale certo per permettere alle attività l’organizzazione e la continuità senza più chiusure".

"Ringraziamo la Presidente Ascom di Torino per aver messo ancora una volta l’accento sulla drammatica situazione del commercio torinese e per aver ancora una volta sensibilizzato le istituzioni sul tema", hanno dichiarato il leader dei Moderati Mimmo Portas, assieme a Carlotta Salerno e Silvio Magliano. "Negozi, bar e ristoranti sono attività fondamentali per Torino. Se vogliamo la ripresa della nostra Città è necessario prevedere aiuti concreti per queste categorie, così duramente colpite dalle chiusure causate dalla pandemia".

Massimiliano Sciullo

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