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Cultura | 02 giugno 2021, 07:13

Alla Reggia di Venaria una grande festa danzante in onore di Stravinskij [FOTO]

Si conclude oggi il progetto dedicato al capolavoro del compositore russo, "La sacre du printemps". Nei giardini performance artistiche e coreografie, in collaborazione con Piemonte dal Vivo

La Sacre du Printemps

La prove dalla "Sacre" alla Reggia di Venaria (foto di Michele D'Ottavio)

Nell’ambito del programma #LaVenariaGREEN e del suo cartellone di eventi primaverili Largo alla Primavera, oggi, 2 giugno, la Reggia di Venaria ospita una grande festa di danza per la conclusione del percorso formativo e performativo ideato dalla Lavanderia a Vapore e dedicato alla Sagra della primavera, capolavoro di Igor Stravinskij, quale pretesto narrativo per un'azione corale di danza. Immaginato originariamente per la Giornata Unesco della Danza 2020, il progetto ha visto nel mese di maggio lo svolgersi delle prove nei Giardini in presenza del pubblico e giunge al suo esito con una serie di performance lungo tutto l’arco della giornata.

L’evento si svolge in concomitanza con la partenza delle attività estive promosse da Piemonte dal Vivo e propone tre diversi interventi artistici:

LE SACRE DU PRINTEMPS

Allievi e allieve di scuole di danza, insieme al gruppo Dance Well - Movement Research for Parkinson, hanno deciso di unire le proprie sensibilità e stili per lavorare insieme sulle note del bellissimo brano musicale di Igor Stravinskij, nel cinquantesimo anniversario della morte del compositore russo. Il progetto parte dal più ampio Danzare la memoria, ripensare la storia, da un'idea della storica Susanne Franco, che accende una luce su come il patrimonio coreutico possa «resistere alle insidie del tempo e lasciare nella memoria tracce consistenti».

A guidare gli allievi verso la realizzazione della coreografia, gli artisti Elena Rolla di Egri Bianco Danza, Viola Scaglione di Balletto Teatro Torino e Stefano Mazzotta di Zerogrammi, la cui prima sfida è stata quella di armonizzare stili e tecniche diverse dei gruppi di provenienza all'interno di un unico orizzonte comune. Il risultato è un percorso all'interno del quale, per tutta la durata della partitura stravinskiana, si avvicendano azioni di gruppo nel Giardino delle Rose della Reggia di Venaria (due repliche, alle ore 11.30 e alle ore 15.30). 

COREOFONIE – LE SACRE

Pensato appositamente da Compagnia EgriBiancoDanza e METS- Dipartimento di Musica Elettronica e Tecnica del Suono del Conservatorio G.F. Ghedini di Cuneo per il Boschetto del Giardino delle Sculture Fluide di Penone, si basa sul concetto di fluidità e di continuità di simboli e materiali che lo stesso Penone utilizza tra le opere del giardino. La performance è un percorso che prevede l’attraversamento da parte del pubblico – scaglionato e distanziato – di Chiaroscuro, il bosco di betulle himalayane e successivamente lo stazionamento del pubblico nelle aree antistanti le opere Pelle di Marmo e Anatomia, teatro dell’azione coreutica.

Tale eccezionale quinta scenografica amplifica il rapporto tra materia ed essere umano, grazie ai danzatori della Compagnia EgriBiancoDanza, che reagiscono estemporaneamente ad una destrutturazione musicale elettronica di Le Sacre du Printemps, realizzata dai compositori del METS, associando i frammenti musicali a diverse gestualità coreografiche spesso imprevedibili, frutto anch’esse di un analogo processo di de-composizione di una coreografia pre-esistente, opera di Raphael Bianco.

SACRE

I danzatori del Balletto Teatro Torino saranno impegnati alle ore 17 alla Cappella di Sant’Uberto, con l’accompagnamento alla ricerca gestuale a cura di Doriana Crema, attraversano pratiche di composizione istantanea e partiture di improvvisazione, in forte relazione con la musica di Stravinskij, slegandosi da scritture coreografiche fisse e abbracciando territori di movimento aperti, fluidi e mutevoli. La musica dal vivo è eseguita dai pianisti Gianmarco Moneti e Piero Cinosi dell’Unione Musicale di Torino.

La partitura di Stravinskij viene scelta come punto di partenza per attraversare lo spazio creativo del corpo e ritrovare la qualità originaria del movimento. I corpi si affidano a beat armonici e a percussioni destabilizzate della musica, per generare una danza che, a partire da un contatto profondo ed individuale, si apre lentamente ma inesorabilmente ad una condivisione dello spazio di prossimità interpersonale. 

Redazione

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