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Sanità | 04 giugno 2021, 12:40

Cirio avverte i medici no vax: "Pronti a interrompere il rapporto di lavoro se non vorranno vaccinarsi" (VIDEO)

Il Governatore: "Preoccupato per la tenuta del sistema sanitario? Lo sarei di più che un nostro anziano rischi di contrarre il Covid da un medico che ha rifiutato di vaccinarsi e lo va a curare a casa"

Alberto Cirio all'hub vaccinale del Valentino

La legge da una parte, la volontà di migliaia di medici piemontesi di non vaccinarsi dall'altra. Nel braccio di ferro tra professionisti sanitari no vax e lo Stato, Alberto Cirio si schiera dalla parte di chi, con una legge, ha messo nero su bianco la possibilità che i medici e gli infermieri che rifiuteranno il vaccino possano essere licenziati.

"Chi per mestiere vive ogni giorno con la fragilità delle persone deve vaccinarsi"

In Piemonte, sarebbero circa 20.000: "I numeri sono reali, ma alcuni sanitari sono vaccino scettici, ma stanno maturando la possibilità di vaccinarsi e i numeri sono destinati a ridursi. Coloro che si ostineranno a non vaccinarsi andranno contro la legge dello Stato".

Ecco perché Cirio sceglie la linea dura: "Chi per mestiere vive ogni giorno con la fragilità delle  persone deve vaccinarsi. Se non vuole, applicheremo la legge: mansioni diverse di non contatto con il fragile e in ultima ratio interrompere il rapporto di lavoro. Tutti i mestieri hanno obblighi e vanno rispettati da tutti".

Piano B o rischio licenziamento

Ai sanitari no vax verrà quindi fornito un piano B che, se rifiutato, porterà al licenziamento: "Se l'interlocutore non vuole accettare mansioni diverse, diventa complicato proseguire il rapporto". Va da sé che l'eventuale uscita del personale sanitario no vax dal sistema stesso, rischierebbe di mandarlo in tilt.

Un'ipotesi che non sembra preoccupare il Governatore: "Se sono preoccupato? Lo sarei di più che un nostro anziano rischi di contrarre il Covid da un medico che ha rifiutato di vaccinarsi e lo va a curare a casa".

"L'ordine provvederà a sospendere, mentre il datore di lavoro o toglierà quel lavoratore dalla sua mansione a contatto con le persone, oppure sospenderà lo stipendio", spiega Antonio Rinaudo, coordinatore dell'area giuridica dell'Unità di crisi regionale.

Andrea Parisotto

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