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Scuola e formazione | 30 luglio 2021, 07:15

"Stop alle classi pollaio e no distinzioni tra studenti vaccinati e non": le condizioni per la ripresa di Priorità alla Scuola

Inviata una lettera-diffida in cui l'associazione chiede di risolvere le questioni rimaste aperte dopo l'ultimo anno scolastico. A partire dal superamento della Dad

foto di repertorio

Priorità alla Scuola Piemonte detta le condizioni per la ripresa

Con una lettera indirizzata al Premier Mario Draghi, al Presidente della Regione Alberto Cirio e al responsabile dell'Ufficio scolastico regionale Fabrizio Manca (e, per conoscenza, al Garante regionale per l’infanzia, alla sindaca di Torino Chiara Appendino e a tutti i primi cittadini dei capoluoghi di Regione), l'associazione Priorità alla Scuola Piemonte ha inviato una diffida (sottoscritta in meno di 24 ore da oltre 200 firmatari) per chiedere soluzioni certe per una ripresa in sicurezza dell'anno scolastico a settembre.

"Le sottoscrittrici ed i sottoscrittori della presente diffida sono genitori o parenti di studenti delle scuole primarie e secondarie, nonché di bambini e bambine che frequentano asili nido e scuole dell'infanzia della regione Piemonte, preoccupati per il prossimo anno scolastico 2021/2022. A tal proposito, riteniamo che sia di fondamentale importanza mettere a disposizione tamponi salivari gratuiti su tutto il territorio nazionale. Incombe la più totale incertezza e confusione sulle possibili modalità di avvio delle attività per il prossimo anno in riferimento all’adeguamento dei trasporti, alla predisposizione degli spazi scolastici, alla riduzione delle classi pollaio, all’organizzazione di scuole all’aperto, al tracciamento ed alle prestazioni sanitarie".

RITARDI E INEFFICIENZE

"Un’inaccettabile e colpevole insufficienza rispetto a quanto disposto per lo scorso anno scolastico emerge pure a proposito delle risorse finanziarie e materiali, così come del personale a disposizione degli Istituti scolastici. Né si ha ancora comunicazioni precise e puntuali della regolamentazione della quarantena, che non costringa tutti gli studenti della classe agli “arresti domiciliari” o che non risulti discriminatoriamente affidata alla discrezionalità sanitaria o scolastica. Le iniziative continuamente proposte tramite i media attengono principalmente all’obbligo o comunque alla forte promozione della vaccinazione, anche per i minori. Eppure è evidente che sarà impossibile vaccinare tutti gli studenti di qui al prossimo mese di settembre. Inoltre, in tutta Europa, vi sono ampi dibattiti sia sulla non opportunità di somministrare il vaccino in questa fascia di età seguendo il principio di massima precauzione sia sulla legittimità della obbligatorietà vaccinale", prosegue la lettera.

DAD E ALTRI PROBLEMI

"Allora noi genitori ci chiediamo se ci troviamo di fronte a mere enunciazioni o, peggio, ad operazioni che allontanano l’attenzione dalla reale gestione dei problemi che sono sotto gli occhi di tutti in quanto presentatisi lo scorso anno scolastico o a “scaricare” le responsabilità istituzionali sul colpevole di turno (ora i genitori dei minorenni). Nel frattempo la Dad, la didattica a distanza, resta il grande e comodo “convitato di pietra”, la soluzione cui pochi si riferiscono esplicitamente, ma su cui molti confidano in cuor loro, invece di provare ad affrontare e superare i problemi organizzativi scolastici. Ebbene, il diritto alla scuola è stato sacrificato per un anno e mezzo in questo Paese e si protrae di fatto da due anni scolastici: più di quanto avvenuto in qualunque altro Paese europeo. La didattica a distanza ha provocato enormi danni a ragazze e ragazzi, alle loro competenze (come mostrano i disastrosi dati Invalsi appena pubblicati) ed al loro equilibrio psico-fisico (altro elemento ormai accertato, che tuttavia si preferisce ignorare)".

"Per non parlare degli abbandoni scolastici: da moltissimi anni l’Italia è tra le maglie nere in Europa: recentemente due indagini (Sant’Egidio e Ipsos) hanno aggiornato il dato alle conseguenze della pandemia, stimando la perdita di oltre 200 mila bambini e ragazzi tra settembre 2020 e gennaio 2021. Con il conseguente arruolamento di molti adolescenti nelle file della criminalità organizzata, constatato nei non pochi territori nazionali con grandi problemi e disagi", prosegue la lettera-diffida di Priorità alla Scuola. "A fronte di questi scenari, visibili già da tempo, ma ignorati, la sottovalutazione da parte della Governance è inaccettabile per noi genitori. Richiediamo urgentemente un progetto globale che metta in rete le sinergie del piano nazionale, regionale e locale in modo da risolvere i problemi che sono stati chiaramente evidenziati dall’andamento dei due trascorsi anni scolastici e metta in evidenza i contributi di tutti gli attori coinvolti".

LE RICHIESTE

"Pertanto, le sottoscrittrici ed i sottoscrittori, formalmente diffidano i destinatari della presente: - a non riproporre negli istituti scolastici, per l’anno scolastico 2021-2022, la didattica a distanza come modalità di gestione delle lezioni; - a non fare distinzioni tra studenti e studentesse vaccinati e non vaccinati, ipotizzando il ricorso alla DAD per questi ultimi generando una grave discriminazione; - a non ritardare l'avvio dell'anno scolastico 2021-2022; - ad apprestare tempestivamente tutti gli strumenti organizzativi necessari, quanto alla individuazione e predisposizione degli spazi scolastici e riduzione delle classi pollaio; all’adeguamento dei trasporti; al tracciamento ed alle prestazioni sanitarie; ad ogni ulteriore profilo connesso per il corretto inizio e svolgimento dell’attività scolastica, nell’anno 2021-2022, anche e soprattutto qualora resti ferma la regola del distanziamento; - in generale a non posporre, come finora sistematicamente avvenuto, i bisogni e gli interessi degli studenti a quelli di tutti gli altri cittadini, lavoratori e non, di questo Paese".

La lettera si conclude con un tono severo: "In difetto le sottoscritte e i sottoscritti si riservano di agire in ogni sede giudiziale, civile e penale, per la responsabilità anche personale, oltre che istituzionale e politica, dei danni arrecati, da imputare a tutti coloro che abbiano omesso atti doverosi".

MAGLIANO CONDIVIDE LE PREOCCUPAZIONI

"Condivido le preoccupazioni, già espresse dal Comitato per i primi impliciti riferimenti all'ipotesi di un inizio in regime di Didattica a Distanza del nuovo anno scolastico per quanto riguarda le Scuola Secondaria di Secondo Grado. Ci auguriamo sinceramente che una tale prospettiva, fatto salvo lo scrupoloso rispetto di tutte le misure di sicurezza e al netto della necessaria valutazione delle condizioni epidemiologiche del momento, sia scongiurata", scrive Silvio Magliano, capogruppo dei Moderati in Consiglio Regionale. "C'è la necessità di alleggerire la pressione sulle famiglie, per mesi alle prese con un quadro drammatico fatto di continue incertezze, di alternanza tra aperture e chiusure, di difficoltà di conciliare famiglia e lavoro".

redazione

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