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Cronaca | 17 maggio 2024, 16:02

Maghi e cartomanti, oltre 1.200 in Piemonte e affari per 50 milioni di euro. Ma non c'è fattura che tenga

Si stima che la clientela sia composta da almeno 85mila persone: lo dice l'ultimo report dell'Osservatorio antiplagio. Spopolano i social, così come l'evasione fiscale

lettura delle carte e dei tarocchi

In Piemonte si contano almeno 1200 tra maghi, sensitivi e cartomanti

Incredibile, ma vero. Alle soglie del 2024, con dibattiti aperti su cambiamenti climatici e intelligenza artificiale, ci sono ancora 85mila persone che - ogni anno, in Piemonte - si rivolgono a un mago. Un veggente. Un guaritore. Un medium. Qualcuno, insomma, che millanta di avere poteri "soprannaturali" e disposto a metterli a disposizione del prossimo. A pagamento, si intende.

Un giro d'affari da 50 milioni 

Lo rivela l'ultima edizione dell'osservatorio antiplagio, attivo da 30 anni su questi temi e a distanza di 10 anni dall'ultima ricerca. Gli esperti sostengono che in regione ci sono ben 1200 persone pronte a leggere carte, scrutare voli degli uccelli migratori, interpretare fondi di caffè o parlare con persone ormai defunte. Un "esercito" che attiva un giro d'affari di 50 milioni di euro ogni anno.

Una spesa da 500 euro l'anno

La nostra regione, peraltro, si trova in buona compagnia. Gli esperti dicono infatti che, in tutta la Penisola, sono circa due italiani su dieci (quasi 12 milioni di persone!) a rivolgersi a esperti dell'occulto e sensitivi vari. Con una spesa media di 500 euro l'anno a testa. Ma visto che si tratta di un comportamento assimilabile a una "dipendenza", spesso chi ne è caratterizzato abbina anche altre dipendenze. 

Effetto social e solitudine

Manco a dirlo, poi, su questo mondo pesa anche il contributo dei social e della Rete: il 90% dei consulti arriva infatti online, con solo il 10% dei clienti che ancora apprezza il contatto diretto con chi brandisce amuleti e smazza mazzi di arcani.

"Sono circa 28mila le segnalazioni che abbiamo ricevuto in 30 anni di attività - raccontano Giovanni Panunzio, coordinatore nazionale dell'Osservatorio antiplagio e Alfredo Barrago, presidente - ogni anno sono circa mille, ma quasi tutte coperte da anonimato. C'è però un fenomeno del sommerso che non va sottovalutato e spesso sono la diffusione dei social e al solitudine ad ampliare la portata del fenomeno". 

Altro che "fattura"

A livello nazionale si stima un giro d'affari annuo di quasi 6 miliardi e con un tasso di evasione decisamente elevato. Solo due clienti su 100 ricevono una ricevuta. Caso curioso per chi si occupa (anche) di fatture.

Ma forse, far sparire gli incassi è il vero potere magico di queste persone ereditate dal Medioevo.

Massimiliano Sciullo

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