Ultim'ora - 25 maggio 2026, 07:16

Accordo Iran-Usa, Rubio: "Possibile già oggi". Dallo Stretto di Hormuz all'uranio: i nodi

(Adnkronos) -

Un accordo per porre fine alla guerra con l’Iran potrebbe concretizzarsi "oggi". "Pensavamo di avere qualche notizia ieri sera, forse oggi, ma non darei troppo peso alla cosa". Queste le parole del segretario di Stato americano Marco Rubio sottolineando: "Abbiamo sul tavolo qualcosa che ritengo piuttosto solido in termini di capacità di aprire lo stretto" di Hormuz, ha detto ai giornalisti mentre lasciava Nuova Delhi, in India, dove si è recato in visita ufficiale si legge sul Times of Israel. E ha espresso fiducia sul fatto che l’Iran "avvierà un negoziato molto concreto, significativo e a tempo determinato sulla questione nucleare". Ma un accordo del genere "non si può fare in 72 ore su un tovagliolo", aveva già detto.  

Gli Stati Uniti daranno dunque alla diplomazia ogni possibilità di successo prima di esplorare le "alternative", ha spiegato Rubio. Le sue osservazioni sono arrivate dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha smorzato le aspettative su un accordo, affermando ieri di aver detto ai suoi negoziatori di non "affrettarsi". "Non ha fretta, non concluderà un cattivo accordo, e il presidente non stipulerà un cattivo accordo", ha affermato il segretario di Stato Usa riferendosi a Trump. 

"I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo. Ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell'accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte", ha detto ieri dice il presidente americano cancellando tranquillamente i proclami e i 'quasi annunci' di 24 ore prima. La fumata bianca non c'è e non può essere considerata nemmeno imminente. 

Stati Uniti e Iran hanno dunque raggiunto un accordo di massima per porre fine alla guerra, ma sull'approvazione definitiva dell'intesa i tempi sono incerti. Un funzionario americano aveva delineato al New York Times e alla Cnn un quadro diverso rispetto all'accelerata data da Rubio. L'accordo - definito un memorandum d'intesa - porterebbe alla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per il 20% del commercio mondiale di petrolio, e inizierebbe a chiarire destino dell'uranio iraniano arricchito al 60%. La gestione del materiale è ancora al centro di colloqui, secondo l'anonima fonte. 

Le modalità di smaltimento delle scorte restano da negoziare e saranno oggetto della prossima fase delle trattative. Il presidente americano Donald Trump è convinto che gli Stati Uniti finiranno per acquisire il possesso dell'uranio, definito da Trump "polvere nucleare". L'obiettivo della Casa Bianca è essenzialmente uno: "L'Iran non può avere armi atomiche".  

Da Teheran non sono arrivate informazioni sui temi che vengono discussi. Appare scontato, però, che l'intesa iniziale sarebbe una sorta di cornice nella quale andrebbero inseriti elementi più dettagliati: i negoziati approfonditi richiederanno tempo, come spiegato anche da Rubio. Nella giornata di sabato, ha ricordato il New York Times, tre funzionari iraniani hanno prospettato una finestra di 30-60 giorni per discutere il programma nucleare della Repubblica islamica. L'orizzonte temporale è confermato dal funzionario citato da Cnne NYT: l'accordo quadro concede alle parti "60 giorni per raggiungere i punti finali dell'intesa". 

Solo con la firma di un accordo, ha chiarito Trump, produrrebbe la rimozione del blocco navale imposto dagli Stati Uniti. Secondo la fonte, l'intesa prevede il ripristino della libera navigazione nello Stretto di Hormuz "sminato e riaperto al traffico": mancano a oggi, però, i dettagli specifici sulla gestione del braccio di mare. "L'aspetto fondamentale di questa cornice è che se l'Iran non rispetta gli accordi, non riceve nulla. Niente polvere nucleare? Niente dollari. Man mano che lo Stretto si apre, il blocco navale si allenta in maniera proporzionale. È un 'fidiamoci ma verifichiamo' portato all'estremo". 

 

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