Una sala di registrazione (e presto studio di registrazione) a Venaria Reale e un primo disco appena uscito. Il gruppo torinese Aria Nuova si presenta al pubblico portando un sound "vecchio stile".
"Volevamo mettere dentro a queste otto tracce le nostre emozioni, le persone importanti della nostra vita e mettere al centro gli strumenti musicali, a costo di sembrare meno moderni" così il chitarrista Rino Romanucci racconta questa avventura nata tre anni insieme a Stefano Zucchetto.
Un progetto, come ama definirlo Romanucci, che ha portato alla formazione della band e che oggi conta sei membri: Rino Romanucci, Stefano Zucchetto, Mauro Panier, Arianna Orlando, Davide Della Vecchia, Salvatore Viscione.
Studio a Venaria Reale
"Prima di partire con l'album abbiamo voluto creare il nostro studio a Venaria Reale. Un anno abbiamo trovato il locale e nel giro di un mese lo abbiamo messo a posto. Adesso lo usiamo come sala prove, ma presto vogliamo utilizzarlo anche come studio di registrazione perché vogliamo diventare autonomi e in futuro ospitare altri cantanti e musicisti".
Il disco, dal titolo "In salita", è un insieme di brani di musica pop scritti da Romanucci stesso e dal bassista Mauro Panier. Fil rouge che unisce le tracce, il rapporto umano sotto diverse sfaccettature.
"Musica vera, senza autotune"
"Aria Nuova suona la musica vera, senza autotune. Volevamo far sentire i nostri strumenti come quando suoniamo dal vivo, ci siamo concentrati su questo" prosegue Romanucci, per cui la passione per la chitarra inizia dall'età di 12 anni sotto la guida di Luciano Saracino.
"Per una vita ho suonato la musica di Pino Daniele. La mia impronta è sempre stata quella anche se ho spaziato attraverso diversi generi musicali. Adesso volevo fare qualcosa di mio. Prima lavoravo in un'azienda, adesso sono riuscito a uscire in maniera serena e la musica è il mio lavoro principal. Scrivere mi mette nella condizione di guardare alle cose e tirare fuori un'emozione" conclude.
Il 29 novembre si terrà il primo live del gruppo al Capolinea di Ciriè insieme a Carlo Baggini, in passato già tastierista degli Statuto, e Simone Bertagnoli alla chitarra.