Attualità - 17 marzo 2026, 13:53

A Venaria il primo rifugio d'Italia per donne minorenni nell'immobile sottratto ai clan [VIDEO]

Dove c’era la mafia nasce "Help House Girls": otto posti letto e assistenza H24 per strappare le ragazze dagli 11 ai 18 anni a contesti maltrattanti

A Venaria il primo rifugio per donne minorenni nell'immobile sottratto ai clan

A Venaria il primo rifugio per donne minorenni nell'immobile sottratto ai clan

“La prima cosa è crederle. Non giudicarle. E non dirle mai ‘lascia perdere, non darci peso’". A dirlo è Silvia Spadini, presidente dei centri antiviolenza E.M.M.A. ETS. Il riferimento è alle giovanissime, alle adolescenti, alle donne minorenni. L'ultimo report del Numero Rosa, in occasione dell'8 marzo, parla di un aumento dei casi tra le giovanissime. Chi denuncia parla soprattutto di violenza psicologica, ma anche violenza fisica, molestie sessuali fino allo stalking. Il dato in aumento se da un lato mostra come il fenomeno sia radicato, dall'altra indica una maggiore consapevolezza anche tra le fasce adolescenziali e preadolescenziali.

Cresce la consapevolezza

"C'è più una consapevolezza - conferma Spadini - è importante parlarne nelle scuole, senza tabù". E per loro sulle ceneri del malaffare tra poche settimane nascerà un nuovo rifugio. Da un bene confiscato alla mafia sorgerà a Venaria Reale il primo centro dedicato all'accoglienza di ragazze minorenni (11-18 anni).

"Un immobile sequestrato alla criminalità organizzata che diventa una casa rifugio per donne minorenni vittime di violenza - commenta il sindaco Fabio Giulivi - Un luogo dove queste ragazze potranno costruire un progetto di vita indipendente".

Tre beni confiscati, una nuova vita

Un lavoro, quello del recupero dei beni, partito con la precedente amministrazione e proseguito con l'attuale, con tre luoghi in città a cui è stata data nuova vita: un centro lavoro per le politiche attive del lavoro (da un ex bar), un alloggio per ragazze che escono dalla comunità e ora questo nuovo tassello dedicato alle vittime di violenza minorile. In questo centro potranno essere ospitate fino a otto ragazze minorenni le quali avranno a disposizione le loro stanze e i loro bagni, oltre ad una cucina in comune.

Per mantenere la privacy il luogo non è stato svelato. Gli interventi di messa a punto sono stati effettuati con un investimento di 350 mila euro. L'obiettivo è quello di sottrarre le giovani donne a contesti maltrattanti, siano essi legati a partner coetanei o a situazioni familiari degradate.

La presentazione in Comune 

L'iniziativa ha coinvolto diverse realtà. Presenti oggi alla presentazione dell'iniziativa, oltre al primo cittadino, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, l'assessora alle Pari Opportunità della città Paola Marchese, il Prefetto Donato Cafagna, il Questore Massimo Gambino e i comandanti provinciali di Carabinieri e Guardia di Finanza. 

"Questa iniziativa arriva in una settimana cruciale - ha commentato il governatore Alberto Cirio - quella in cui Torino ospiterà il raduno nazionale dei familiari delle vittime innocenti di mafia. È un appuntamento che, come Regione, abbiamo fortemente voluto e per il quale ringrazio Don Luigi Ciotti. Scegliere Torino in un momento così delicato per la città è la testimonianza concreta del nostro impegno: noi siamo, e saremo sempre, dalla parte della legalità".

Tra i sostenitori la Fondazione Kering, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione Una Nessuna Centomila

La struttura

Il centro sarà attivo 24 ore su 24, con un’equipe multidisciplinare: non solo operatrici antiviolenza, ma anche psicoterapeute, psichiatre e infermiere pronte a gestire traumi complessi e a valutare il rischio di escalation. Il centro sarà intitolato ad Anna Maria Zucca, la storica fondatrice dell’associazione scomparsa lo scorso gennaio. 

"Abbiamo posto sempre attenzione a come emergano i fenomeni nelle più diverse sfaccettature — spiega la presidente di E.M.M.A. — e oggi la sfida è occuparsi di questo pezzettino di realtà che fino a ieri era invisibile".

Sradicare per ricostruire

L'intervento di "Help House Girls" intende costruire una protezione, basata sullo sradicamento della violenza. Un percorso non semplice che può arrivare, in certi casi, anche alla possibilità di cambiare scuola. "L'obiettivo è ridisegnare un futuro", spiegano dall'associazione. La giovane non è un'utente passiva, ma l'attrice principale di un percorso di autodeterminazione che passa per attività di gruppo e supporto individuale.

Le sentinelle del territorio

In un mondo dove la violenza viaggia sui social e si nasconde dietro l'ambivalenza dell'adolescenza, le sentinelle diventano fondamentali. Gli insegnanti e le amiche sono spesso i primi a intercettare i segnali. "Se tutti sappiamo dov'è l'ospedale più vicino, dobbiamo sapere anche dov'è il centro antiviolenza," conclude Spadini.

Il servizio sarà operativo entro il prossimo mese, ma la rete è già attiva. Per le emergenze, i Centri E.M.M.A. hanno messo a disposizione un numero dedicato, attivo h24: 366 460 7803

Daniele Caponnetto

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