Attualità - 15 aprile 2026, 17:03

La raccolta della carta migliora grazie all'intelligenza artificiale: ecco il nuovo impianto Amiat

Inaugurato l'impianto RISMA tra Torino e Collegno, che divide la carta in sei tipologie diverse per incrementare il valore del materiale riciclato

La raccolta della carta migliora grazie all'intelligenza artificiale

La raccolta della carta migliora grazie all'intelligenza artificiale

Al confine tra Torino e Collegno c'è un nuovo impianto per la raccolta differenziata della carta. Amiat ha inaugurato oggi l'impianto RISMA, che significa "Recupero Integrato Selezione Materia Amiat", che raccoglierà e separerà in un modo nuovo i rifiuti provenienti da Torino e da parte della Città Metropolitana.

RISMA è il primo impianto in Italia in grado di separare, all’interno di un unico processo, sei diverse tipologie di frazioni cartacee, producendo altrettante materie prime seconde. La struttura potrà lavorare fino a 66.500 tonnellate all’anno, con una portata di trattamento fino a 10 tonnellate all’ora.

Risma trova casa a Collegno

La struttura sorge a Collegno in via Venaria, proprio al di fuori della tangenziale e al confine con Torino, all’interno di un edificio preesistente, riconvertito dopo due anni di lavori tecnici e infrastrutturali da impianto per il trattamento della plastica a impianto dedicato alla carta e al cartone. Il progetto ha comportato un investimento complessivo pari a 13,5 milioni di euro, di cui 2,55 milioni finanziati nell’ambito del PNRR.

All’interno di RISMA vengono selezionate e valorizzate sei distinte frazioni di carta e cartone: il cosiddetto soft mix, costituito da carta con una percentuale molto ridotta di cartone; la carta bianca da ufficio; i prodotti grafici come giornali e riviste; i contenitori poliaccoppiati per bevande composti da carta, plastica e alluminio; il cartone di qualità kraft; il cartone ondulato.

L'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale

La novità principale sta nell'uso di intelligenza artificiale per la separazione della carta: sei selettori ottici di nuova generazione utilizzano sensori a infrarossi supportati da software IA, in grado di distinguere materiali visivamente simili, ma con caratteristiche e valori differenti. Questo permette di ottenere materiali più omogenei e con un maggior valore di mercato.

Ogni frazione selezionata viene successivamente sottoposta a una fase di controllo qualità e infine vengono pressate, stoccate e avviate al riciclo, dove saranno reimpiegate come nuove risorse per la produzione di nuova carta e cartone.

"L'obiettivo è quello di continuare a fare in modo che vi sia uno stimolo alla differenziata - ha commentato il sindaco di Torino Stefano Lo Russo - Noi siamo molto contenti perché abbiamo raggiunto tutti i quartieri di Torino con la raccolta differenziata e questo elemento ci spinge a lavorare con ancora maggior determinazione. Peraltro questo è un impianto che farà dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale una delle sue cifre caratterizzanti, finalizzata a migliorare l'efficienza della differenziata stessa e in qualche modo automatizzare i processi che sono connessi a questo tipo di lavorazione".

"Investire in tecnologie all’avanguardia significa trasformare le sfide ambientali in leve strategiche di sviluppo, creando valore aggiunto per i territori e riducendo il consumo di risorse naturali - ha dichiarato Gianluca Bufo, amministratore delegato di Iren - Impianti come RISMA permettono di rendere più efficiente e robusta l’intera filiera del riciclo, incrementando la qualità dei materiali recuperati e garantendo al territorio infrastrutture adeguate a sostenere nel tempo i comuni obiettivi di sostenibilità".

"Di fronte a un servizio di raccolta differenziata chiamato a rispondere a esigenze sempre più complesse, legate anche all’evoluzione delle abitudini e dei consumi dei cittadini, questo impianto rappresenta una risposta concreta alle necessità del territorio - ha sottolineato Paola Bragantini, Presidente di Amiat Gruppo Iren - Grazie a prestazioni di selezione elevate, RISMA consente di migliorare la qualità dei materiali recuperati, a beneficio di una comunità sempre più sostenibile”.

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