Viabilità e trasporti - 01 settembre 2026, 06:06

Occhio allo smartphone sulle strisce: il nuovo Codice della Strada potrebbe costare 75 euro ai pedoni

La bozza del Ministero punta a responsabilizzare anche i pedoni: prima di attraversare bisognerà verificare che il conducente abbia visto e stia rallentando, evitando movimenti improvvisi e distrazioni durante il passaggio

Occhio allo smartphone sulle strisce: il nuovo Codice della Strada potrebbe costare 75 euro ai pedoni

Alzi la mano chi non ha mai visto un pedone arrivare sulle strisce con lo sguardo fisso sullo smartphone, cuffiette nelle orecchie e poca attenzione a ciò che accade intorno. Una scena ormai comune, che può trasformarsi in pochi secondi in una situazione pericolosa, per chi cammina ma anche per chi è al volante.

Occhio, però che con la riforma del Codice della strada le cose potrebbero cambiare. La bozza elaborata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti introduce infatti nuove regole anche per i pedoni: chi attraversa la carreggiata utilizzando smartphone, tablet, notebook o altri dispositivi elettronici rischierebbe una sanzione di 75 euro.

Il punto non è vietare il telefono a chi cammina. Sul marciapiede, ad esempio, continuerebbe a essere possibile utilizzarlo. Il divieto scatterebbe invece nelle situazioni in cui l'uso del dispositivo può compromettere l'attenzione necessaria per attraversare in sicurezza, sulle strisce o comunque da un lato all'altro della strada.

La proposta va oltre il semplice utilizzo del cellulare. Prima di attraversare, il pedone dovrebbe fermarsi e verificare che il conducente lo abbia visto e stia effettivamente rallentando per concedergli la precedenza. Durante l'attraversamento, poi, dovrebbe evitare movimenti improvvisi, cambi di direzione o comportamenti imprevedibili, salvo situazioni di necessità.

Anche la violazione di questi obblighi potrebbe costare 75 euro.

Resterebbero invece consentiti auricolari e vivavoce, a condizione che non compromettano la capacità di percepire i rumori e ciò che avviene intorno. Insomma, la logica è simile a quella già applicata agli automobilisti: non è il dispositivo in sé a essere necessariamente vietato, ma la distrazione che può provocare.

Le nuove disposizioni sono contenute in un testo di lavoro del Ministero, ancora sottoposto a consultazione. Enti, associazioni e operatori del settore potranno presentare osservazioni entro il 13 settembre. Solo successivamente il testo seguirà l'iter istituzionale necessario prima dell'eventuale pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e dell'entrata in vigore.

La direzione, comunque, è chiara: la sicurezza stradale non riguarda soltanto chi guida. Anche chi attraversa deve contribuire a rendere prevedibili e sicuri i propri movimenti.

Cesare Mandrile

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