(Adnkronos) - Un solo tentativo blando di notifica da parte dell'ufficiale giudiziario. E' questa, in sintesi, la motivazione che ha portato i giudici della Corte d'Appello di Milano ad accogliere la richiesta di nullità della sentenza di primo grado presentata dalla difesa di Ilaria Salis, europarlamentare di Avs, che era stata condannata, in contumacia, a risarcire con circa 300mila euro due ex assistenti licenziati senza giusta causa. Il verdetto, arrivato ieri martedì 13 ottobre, vede oggi le motivazioni che - citando anche complessa giurisprudenza - spiegano perché i giudici del Tribunale - sezione Lavoro dovranno tornare a pronunciarsi sulla vicenda.
Nel tentativo di notifica del 14 ottobre 2025 l’Ufficiale giudiziario in quella che viene indicato come la residenza milanese di Salis ha apposto sull'atto che certifica l'avvenuta consegna le indicazioni "non ho rinvenuto l’abitazione del notificando. Vane le ricerche esperite in loco". Su richiesta del primo giudice, lo scorso 10 dicembre l’ufficiale ha effettuato una nuova notifica mediante deposito nella casa comunale "omettendo ogni altra attività". Per il collegio presieduto dalla giudice Silvia Marina Ravazzoni, la notifica "è certamente carente sotto il profilo formale" in quanto le ricerche sul posto "sono generiche e non danno conto dell’assunzione di informazioni" si legge nella sentenza di 15 pagine.
In sostanza risulta effettuato "un unico accesso dell’ufficiale giudiziario presso la residenza, nulla è dato sapere in merito alle ricerche in concreto svolte in quell’unica visita, né risulta che l’ufficiale abbia effettuato altri tentativi di notifica o abbia consultato dei condomini o dei vicini, o assunto informazioni in loco tali da rendere certa l’assoluta irreperibilità di Salis all’indirizzo di residenza, comportamenti certamente esigibili usando l’ordinaria diligenza". La conseguenza è la nullità della sentenza impugnata con rimessione della causa al primo giudice per ricelebrare la causa svolta precedentemente senza Ilaria Salis.





