Regione - 30 ottobre 2026, 15:58

Emergenza Rsa in Piemonte, Canalis (Pd): "Servono misure strutturali, non bonus temporanei"

La consigliera regionale d'opposizione critica la gestione della Giunta Cirio e chiede un vero confronto sugli anziani

Emergenza Rsa in Piemonte, Canalis (Pd): "Servono misure strutturali, non bonus temporanei"

La discussione sul futuro della cura e dell'assistenza agli anziani in Piemonte si accende di nuova polemica. A intervenire sull'aggiornamento del modello regionale per le Rsa è la consigliera regionale del Pd, Monica Canalis, che esprime forti perplessità sul percorso intrapreso dalla Giunta guidata da Alberto Cirio.

Secondo la rappresentante dem, qualsiasi reale riforma dovrebbe partire dall'aggiornamento delle delibere regionali – ferme ormai agli anni 2013 e 2014 – attraverso la revisione delle fasce di gravità, degli standard operativi e un incremento tangibile delle quote sanitarie.

"Manca un dialogo inclusivo e i dati sui posti letto non tornano"

Un primo punto critico sollevato riguarda la partecipazione e l'esattezza delle informazioni diffuse. "Seguiamo con attenzione il tentativo della Regione di aggiornare il modello di cura e assistenza, ma un'operazione simile presupporrebbe un dialogo inclusivo – evidenzia Canalis – mentre all'evento di ieri alla Nuvola Lavazza di Torino non erano presenti tutti gli Enti gestori né le rappresentanze dei lavoratori".

La consigliera mette inoltre in discussione le cifre fornite: "Alcuni dati illustrati non ci sembrano esatti, a cominciare dal numero dei posti letto in convenzione che per le Rsa ci risultano essere soltanto 16mila su 33mila posti letto accreditati. È vero che le risorse sono cresciute, ma l'incremento non è stato in linea con l'inflazione, il caro energia e gli aumenti contrattuali del personale".

No a bonus temporanei

Il Pd mette infine in guardia contro il rischio di soluzioni tampone o ad uso d'immagine. "Ci auguriamo che la promessa di aumentare i posti letto convenzionati e i servizi a domicilio venga mantenuta, ma non si può fare ricorso a bonus temporanei, dedicati a pochi e che non configurano un vero diritto – prosegue Canalis –. Servono misure stabili, strutturali ed esigibili, finanziate attraverso l'aumento del fondo sanitario regionale e non una tantum con fondi europei".

L'appello finale è rivolto direttamente al vertice della Regione: "Dal Presidente Cirio ci attendiamo un'interlocuzione più serrata e incisiva con il Governo Meloni per ottenere quelle risorse sanitarie imprescindibili per varare un "nuovo modello Piemonte" vero e non solo ad uso di passerelle convegnistiche".

Redazione

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