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Cronaca | 27 gennaio 2021, 16:23

Processo piazza San Carlo, Appendino: "Pago per un gesto folle di alcuni ragazzi". Il suo legale: "Sentenza che accettiamo con fatica"

La sindaca é stata condannata a 1 anno e 6 mesi per i fatti avvenuti nel 2017 durante la proiezione della finale di Champions League, con due morti e 1.500 feriti. Il pm: "Nei reati colposi la condanna è sempre una sconfitta per la società". L'ex sindaco Fassino: "Comprendo l'amarezza di Appendino"

Chiara Appendino con l'avvocato Chiappero mentre esce dal tribunale

Chiara Appendino con il suo avvocato, Chiappero

"Accetto e rispetto la decisione del giudice, soprattutto per il ruolo istituzionale che ricopro, ma non posso non nascondere una certa amarezza, perché c'é un sindaco che paga per un gesto folle di alcuni ragazzi che sono stati condannati in appello". Lo ha detto la sindaca Chiara Appendino, dopo la lettura della sentenza che, in primo grado, l'ha condannata a 1 anno e 6 mesi [LEGGI QUI] per i fatti avvenuti il 3 giugno 2017 in piazza San Carlo, quando durante la proiezione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid si scatenò il panico con un bilancio finale di due vittime, Erika Pioletti e Marisa Amato, e oltre 1.500 feriti.

"Quello che é accaduto quel giorno - ha aggiunto Appendino - è un dolore che porto con me, l'ho portato in questi anni e lo porteró per sempre. Lo porto io, lo porta la città e la comunità". "Le questioni processuali non incidono su come io abbia vissuto i fatti di piazza San Carlo - ha concluso la sindaca - ora attendiamo le motivazioni ma sicuramente procederemo con l'appello".

"Siamo abituati a rispettare le sentenze, ma questa è una situazione che accettiamo un po' con fatica. In casi simili, nessuna responsabilità deve ricadere sul sindaco". Così Luigi Chiappero, avvocato della sindaca. "Non capisco perché ci sia tanta corsa a volere fare il sindaco, che così credo diventi il mestiere più pericoloso in assoluto". Il legale ha spiegato che "non credo giusto che per un fatto che lo stesso consulente ha definito imprevedibile, almeno nella prima reazione, debba pagare chi ha deciso con un atto politico che una manifestazione si poteva fare. Il panico che si è generato da quella situazione era sicuramente imprevedibile e non c'è una circolare emanata dagli organi competenti che parlasse di evacuazione".

Oltre ad Appendino, il Tribunale ha condannato, sempre a 1 anno 6 mesi (per tutti l'accusa era di disastro, omicidio e lesioni colpose) l'ex questore Angelo Sanna, l'ex capo di gabinetto Paolo Giordana, l'ex presidente di Turismo Torino Maurizio Montagnese e l'architetto Enrico Bertoletti. Proprio Sanna, visibilmente amareggiato dopo la lettura del dispositivo, ha detto: "Dopo aver servito per 47 anni lo Stato e aver rispettato le sentenze é giusto che anche oggi rispetti questa decisione. La legge da la possibilità di fare ricorso, aspettiamo di leggere le motivazioni e poi decideremo con i miei avvocati cosa fare". Per il pubblico ministero Vincenzo Pacileo "nei reati colposi la condanna è sempre una sconfitta per la società. La procura fino adesso ha avuto ragione ma non c’è da essere contenti”.

Ha commentato a sorpresa la sentenza l'ex sindaco di Torino, Piero Fassino, con cui Appendino si era scontrata spesso in Sala Rossa quando era ancora una semplice consigliera. "Le sentenze si rispettano - ha scritto Fassino, su Twitter - tuttavia comprendo l'amarezza espressa da Appendino dopo la sentenza su Piazza San Carlo, condivido quanto ha detto sul difficile ruolo dei sindaci su cui andrebbe aperta una sana discussione".

"Conosco bene Chiara Appendino e proprio in questi momenti, sicuramente difficili, ha bisogno del sostegno di tutti noi", ha invece scritto su Facebook Luigi Di Maio. "Spero che possa dimostrare la sua innocenza. Intanto le mando un grosso abbraccio. È una persona straordinaria, di cui mi fido e mi continuerò a fidare. Tutti noi conosciamo il tuo valore, Chiara. Non sei sola".

"Questa sentenza pone l'accento su un elemento inquietante: da oggi esiste una responsabilità sull'imponderabile". Così la capogruppo M5S al Comune di Torino, Valentina Sganga, esprime la sua vicinanza a Chiara Appendino. "Non meriti tutto questo - scrive su Facebook, rivolta alla sindaca - Rispetto la sentenza e continuo a provare dolore per quanto accaduto. Io, umanamente, sono dalla tua parte, da sempre e ancor di più oggi".

 

 

 

 

"La data del 3 giugno 2017 è una data che ha segnato profondamente tutta la città e noi come amministratori - scrive invece il gruppo consiliare del M5S -. In questi anni abbiamo capito quanto sia difficile amministrare e questa sentenza, oltre ad amarezza e sconforto, ci porta come forza politica di governo a interrogarci sul ruolo e sulle responsabilità degli amministratori pubblici, in particolar modo relativamente all'esposizione personale e penale dei sindaci. Ci chiediamo quale sindaco, da oggi, si prenderà la responsabilità di organizzare un evento sul suo territorio con il rischio di pagare penalmente per mansioni tecniche non ascrivibili al suo incarico. Ci stringiamo attorno a Chiara, alla sua forza, alla sua correttezza e alla sua umanità".

Marco Panzarella

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