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Economia e lavoro | 25 febbraio 2021, 06:55

Stellantis, dopo Tavares a Torino arrivano altre due settimane di cassa integrazione

Annunciato uno stop dall'1 al 13 marzo, mentre alle Presse è già in atto un periodo di ammortizzatori sociali e prima ancora alla 500 Bev

catena di montaggio Maserati

Due settimane di cassa integrazione per Maserati Levante

Altre due settimane di stop per Stellantis. Non solo alle Presse, dunque, ma anche alla Maserati Levante. A ufficializzarlo ai sindacati è stata l'azienda nella giornata di ieri, a poche ore dalla visita che il neo amministratore delegato, Carlos Tavares, ha fatto proprio a Torino, per incontrare i lavoratori e i loro rappresentanti.

L'ultimo di una serie di stop

Al di là della coincidenza temporale, a preoccupare le sigle metalmeccaniche è la sequenza di stop che da qualche tempo interessa gli stabilimenti all'ombra della Mole. Prima di questo periodo, infatti, che coinvolgerà 943 operai, erano già state ufficializzate altre due settimane di cassa per ulteriori 441 lavoratori, di cui 388 operai e 53 tra impiegati e quadri. E prima ancora, nei giorni 1-2-3 febbraio, si erano fermati i 1277 addetti della 500 elettrica.

 

Rallentamenti che da un lato stridono con le dichiarazioni di ieri di Tavares di voler rilanciare proprio il marchio del Tridente. Ma dall'altro interpretano abbastanza fedelmente un periodo in cui i volumi non sono sufficienti, anche alla luce del Covid, ma non solo per quello.

Il miraggio della piena occupazione

Lo diciamo da tempo - sottolinea Edi Lazzi, segretario generale di Fiom Cgil -: l'unico modo per azzerare gli ammortizzatori sociali sarà l'introduzione di nuovi volumi e nuovi modelli. Altrimenti quella della piena occupazione rimarrà sempre un miraggio".

E Ugo Bolognesi, responsabile Mirafiori per i metalmeccanici Cgil, aggiunge: "Sarebbe utile poter approfondire il tema che ieri Tavares ha accennato nel suo discorso: quello sui costi di produzione, soprattutto se messi a confronto con quelli di altri stabilimenti. Serve un cambio di marcia. E speriamo che in questo possa dare il suo contributo anche il nuovo governo". 

Al discorso di Tavares si riferisce anche Davide Provenzano, segretario generale di Fim Cisl: "Come ha detto ieri l'ad, siamo in un momento in cui Maserati ha bassi ordinativi, che non bastano a saturare gli stabilimenti. E' importante che trovi applicazione la volontà espressa ieri di rilanciare il marchio".

E Luigi Paone, segretario generale di Uilm Torino, aggiunge: "Aspettiamo il piano industriale di quest'estate. Di certo, al momento il calo c'è e speriamo che sia solo fisiologico. Ma la preoccupazione sul discorso legato al costo del lavoro è forte".

Nessun rinnovo per gli interinali

Ma le cattive notizie non si esauriscono con le nuove ore di cassa integrazione. Insieme alle due settimane di stop si somma infatti anche la notizia del mancato rinnovo di contratto per i lavoratori interinali in scadenza il 26 febbraio. Saranno 50 operai distaccati dal Levante a sostituirli nella lavorazione della 500 Bev. "Una delusione, un tasto dolente - dice Lida Mannucci, responsabile Fca per Fismic - perché i giovani erano la prospettiva verso il futuro. Siamo in una condizione di difficoltà legata al Covid e a qualche ritardo dei fornitori: speriamo di poter tornare presto alla normalità".

 

Massimiliano Sciullo

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