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Eventi | 06 giugno 2021, 10:38

La Venaria Reale abbraccia il talento giovane dell'Accademia Albertina: ecco 14 opere green per "RigenerArti"

Ai ragazzi è stato chiesto di interpretare i temi della sostenibilità adattandoli alla cornice della residenza sabauda: tanti nomi internazionali, ma c'è anche il venariese Simone Scardino

Opere di giovani artisti alla Venaria

Quattordici opere dei giovani artisti dell'Accademia Albertina saranno ospitate alla Reggia di Venaria

Possono bastare 14 opere per "RigenerArti"? E' la proposta che arriva dalla Reggia di Venaria Reale, che nell’ambito del programma 2021 di #LaVenariaGreen, ospita alcuni giovani artisti, allieve ed allievi dell’Accademia Albertina di Torino. Le loro produzioni sono legate alla natura e alla sostenibilità, al suo rispetto ed è stato chiesto loro di renderle "compatibili" proprio con la Residenza alle porte di Torino.

Nascono così le opere di RigenerArti, quattordici progetti che hanno visto gli allievi cimentarsi con differenti mezzi espressivi: dalla pittura alla scultura, dalle performance alle video istallazioni, interpretando il tema proposto in una chiave personalissima e invitando il pubblico a riflessioni che ora mettono in luce la grave minaccia a cui la natura è sottoposta a causa del comportamento sconsiderato dell’uomo, ora ne celebrano la forza generatrice ed incontrollabile, ora propongono un modello alternativo a quello antropocentrico.

Una ricchezza di sguardi e di sensibilità da ricondursi anche alla “internazionalità” di questo gruppo selezionato di giovani artisti: così Zhou Han, allievo che dalla Cina sta frequentando l’Accademia Albertina di Torino, in “Loro” sposta il tema dalla natura all’uomo, dedicando la sua opera ai giardinieri della Reggia, co-artefici di tanta bellezza. Inna Dubovyk, allieva ucraina, con Apis celebra il servizio vitale di questi insetti nella loro azione di regolamentazione del nostro ecosistema, mentre Adina Neculai, in La fierezza di Diana, cattura il genius loci della Reggia in una performance che denuncia l’opera distruttrice dell’uomo nei confronti della natura. 

Un monito presente anche nell’opera La filosofia dell’azione di Elaine Carmen Buonsangue, videoinstallazione esposta presso la Cascina Medici del Vascello, cuore pulsante della mostra dove troviamo anche il grande dipinto ad olio di Giuseppe Gallace “La danza a mezz’aria” e le straordinarie trasparenze delle “Impronte digitali” di Giulia Bertolo.

Il tema della natura invita però anche a riflettere sulle grandi sfide che attendono l’uomo: così le rondini di Lorenzo Gnata, nell’installazione “Come le rondini”, che “volano” sul Canale dell’Allea Centrale verso il Tempio di Diana e le montagne all’orizzonte, con la loro esistenza in costante movimento, senza confini o barriere, diventano metafora della condizione e delle migrazioni umane.

Un’aurea fiabesca circonda la Creatura Oltreforma di Linh Bubbio, nido per gli uccelli e per i visitatori che si avventureranno tra le sue fronde, un mondo altro, non percepito attraverso i sensi ma evocato dalle note del violino di Sara Molinari nella sua performance “La voce di Diana” o dagli incontrollabili volti che germogliano dell’opera Nativita di Alberto Parino.

Una natura dall’estetica mirabile come ci ricordano le scultoree famiglie di funghi di Matilde Carlesi nel suo Correre Fermo o i delicati pannelli di Amor fati, nel roseto, di Sara Miotto e Thanchanok Belforte realizzati con i materiali naturali trovati nei Giardini o ancora elementi di scarto che trovano nella natura uno nuovo significato come nell’opera Memorie di un Immortale di Linda Biella.

Simone Scardino, giovane artista di Venaria, ci invita infine con il suo You and I see the same a riflettere sulla necessità di superare la distanza culturale: per quanto l’essere umano ed i suoi obiettivi possano nel tempo cambiare, percepiamo e rappresentiamo la realtà visibile allo stesso modo.

RigenerArti è un inno alla natura ma anche ai giovani, generatori da sempre di nuove idee e valori per la comunità. La Reggia di Venaria dunque scommette su di loro, affidandogli, con questo progetto di partecipazione attiva, il ruolo di produttori della sua offerta culturale, con l’intento di renderli responsabili di un patrimonio culturale di cui sono, a tutti gli effetti, eredi.

redazione

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