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Economia e lavoro | 23 luglio 2021, 19:05

I distretti piemontesi provano a rialzarsi dopo la crisi: l'unica "zavorra" è il tessile biellese. Ma Torino festeggia

All'interno del comparto agroalimentare Caffè, confetterie e cioccolato registrano un +6,9%. Quasi un +20% per le macchine utensili e i robot industriali. Bene anche il Polo Ict (+1,8%)

cioccolato e dolci

Tra i distretti piemontesi, i dolci di Torino hanno registrato ottimi risultati nel primo trimestre 2021

Tutta colpa del tessile biellese. In estrema sintesi, è questo il distretto piemontese che zavorra gli altri, al termine del primi trimestre 2021, secondo il Monitor elaborato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo

Secondo i dati, infatti, il risultato complessivo della regione è stato di 2,4 miliardi di euro, mettendo a segno però "solo" un aumento dell’1,6%. Decisamente meno degli altri distretti italiani (+6%) e del manifatturiero regionale in senso più ampio (+6,5%). E questo perché? Perché la vocazione tipica del Biellese continua a soffrire e - senza di lei - il risultato piemontese sarebbe in aumento del 6%, dunque in linea con la media nazionale dei distretti.

Bene i mercati emergenti, soffrono quelli "maturi"

Sono ripartite le esportazioni verso i mercati emergenti (+11,2%), sostenuti dalle performance positive in Cina, Hong Kong, Corea del Sud, Arabia Saudita e Russia. Una ripresa più lenta, invece sta caratterizzando le esportazioni dei distretti piemontesi verso i mercati maturi, ancora in calo del 2,5% rispetto al primo trimestre 2020: i cali più importanti hanno riguardato Regno Unito, Francia, Svizzera e Spagna; gli incrementi di export verso altri importanti Paesi (come Irlanda, Germania e Stati Uniti) non sono riusciti a compensare. 

Un distretto su due migliora i livelli pre Covid

Dall’analisi per singolo distretto emerge un quadro a luci ed ombre, ma nel complesso l'esito è positivo: hanno iniziato l’anno in crescita 8 distretti su 12 e la metà dei distretti regionali risulta già oltre i livelli di export dei primi mesi del 2019.

Il comparto più resiliente si è confermato quello Agro-alimentare: le esportazioni sono aumentate del 4,6% rispetto al primo trimestre 2020 e del 10,7% rispetto ai livelli del primo trimestre 2019. Tre distretti su cinque hanno ottenuto risultati particolarmente brillanti: Nocciola e frutta piemontese (+25,8%), Dolci di Alba e Cuneo (+8,2%) e Caffè, confetterie e cioccolato torinese (+6,9%). Solo lievemente negativo l’andamento per i Vini delle Langhe, Roero e Monferrato (-1,1%). Si differenzia per un calo dell’export il Riso di Vercelli (-10,3%).

Positivo anche l’andamento dell’unico distretto piemontese del Sistema casa: i Casalinghi di Omegna, le cui esportazioni sono aumentate del 42,4%.

Anche la meccanica è cresciuta molto sui mercati esteri rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: +9,2%, tuttavia sono ancora lontani i livelli di export del primo trimestre 2019 (-13,1%). Sono aumentate le esportazioni delle Macchine utensili e robot industriali di Torino (+19,5%), delle Macchine tessili di Biella (+7,5%) e della Rubinetteria e valvolame di Cusio-Valsesia (+6,9%).

C'è chi soffre ancora

In calo, invece, i Frigoriferi industriali di Casale Monferrato (-7,3%). Il comparto in maggior difficoltà continua ad essere il Sistema Moda (-9,2%). Tuttavia, l’andamento dei due distretti piemontesi risulta differente: l’Oreficeria di Valenza è riuscita a crescere leggermente rispetto al crollo del primo trimestre 2020 (+3,6%), mentre il Tessile di Biella ha accusato un altro duro colpo (-19,2%).

È forte la differenza fra i due poli tecnologici piemontesi. Il Polo Ict di Torino sta vivendo un buon momento: le esportazioni del primo trimestre 2021 sono superiori rispetto a quelle del primo trimestre 2020 (+1,8%). Il Polo aeronautico piemontese, invece, sconta le difficoltà del settore, penalizzato dal calo dei viaggi internazionali (-45,5%).

"Le evidenze della Direzione Studi, così come la nostra attività quotidiana tra gli imprenditori, ci dicono che l’economia del Piemonte si è rimessa in moto - dice Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo -. Già al termine del 2021, molto verosimilmente, alcuni distretti potranno completare il recupero di quanto perso durante la crisi pandemica, cogliendo le opportunità di crescita presenti sui mercati internazionali, dove gli scambi sono in forte accelerazione, mentre ci aspettiamo una risalita più lenta per sistema moda e aerospazio. La dimensione delle imprese resta un punto di debolezza, ma il Piemonte mostra grande capacità di interpretare il cambiamento e vivacità delle sue imprese, anche grazie alla forza dei distretti. Come prima banca italiana, guardiamo avanti per sostenere una ripresa pienamente strutturale e ricomporre i tasselli della crescita, fornendo al sistema produttivo risorse - 5,3 miliardi di euro il plafond messo a disposizione delle PMI del nord ovest nell’ambito del programma Motore Italia - e soluzioni per investire sul rafforzamento dimensionale, sulla transizione ecologica e digitale, sulla formazione e per rafforzare le filiere".

Massimiliano Sciullo

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