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Economia e lavoro | 30 agosto 2021, 17:35

Allarme alla stalla in Piemonte: in dieci anni è sparito un allevamento su cinque

Allasia (Confagricoltura): "Chiuse le strutture, è praticamente impossibile riaprirle"

mucche al pascolo

Secondo Confagricoltura Piemonte è a rischio una stalla su cinque

In Piemonte suona alto l'allarme degli allevamenti. Secondo Confagricoltura regionale, addirittura, negli ultimi dieci anni è "sparita" una stalla su cinque. E una volta che una struttura di questo genere chiude i battenti, riaprire è praticamente impossibile.

"L'Italia importa oltre il 50% della carne bovina che consuma, ma nonostante questo gli allevamenti zootecnici sono in difficoltà - dicono dall'associazione di categoria -. I prezzi all'origine sono stazionari o in flessione da troppo tempo e l'incremento del costo di tutte le materie prime, compresi i cereali, che negli ultimi sei mesi ha fatto registrare un aumento di circa il 50%, incide in modo pesante sui costi dell'alimentazione degli animali, costringendo gli allevatori a lavorare in perdita".

"Un danno per il settore, ma anche per tutto il territorio"

Se questa situazione dovesse perdurare molte stalle chiuderanno, con un danno irreparabile per quanto riguarda la qualità delle nostre produzioni, la filiera agro-zootecnica e la tutela del paesaggio - dice Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - Sono molte, infatti, le mandrie che nei periodi estivi raggiungono gli alpeggi, contribuendo a tenere vive le nostre montagne. Anche il comparto della Razza Piemontese, che fino a qualche anno fa sembrava al riparo da crisi di mercato, fa registrare una flessione dei prezzi dei bovini maschi di circa il 25% nell'ultimo anno, fatto che spinge molti allevatori a valutare la conversione della produzione".

Le cifre del fenomeno

Sono i numeri, come sempre, a mettere in luce con chiarezza la situazione. Nel 2010 in Piemonte c’erano 3.625 stalle di bovini da carne che allevavano 264.488 capi. A luglio di quest’anno il numero degli allevamenti è sceso a 2.828, con 239.821 capi bovini allevati. “In un decennio si è registrata una flessione del 22% del numero degli allevamenti - dichiara Allasia – e una volta chiuse le stalle è quasi impossibile riaprirle: per costituire un allevamento valido dal punto di vista genealogico servono infatti competenza, passione e investimenti rilevanti, tutti elementi di cui i giovani non dispongono. Per questo è necessario concentrare gli sforzi per evitare che chiudano altri allevamenti”.

L'appello alla Regione

Da queste evidenze, l'appello alla Regione: "Abbiamo chiesto all’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa la convocazione di un incontro per individuare congiuntamente alle altre organizzazioni della filiera le iniziative da adottare per fronteggiare l'emergenza”.

Massimiliano Sciullo

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