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Economia e lavoro | 14 maggio 2024, 07:00

I robot di Torino sollevano i distretti del Piemonte: nel 2023 l'export del Piemonte cresce del 4,3% (nonostante tutto)

La rilevazione del Monitor di Intesa Sanpaolo mette sul podio anche il riso di Vercelli e le macchine tessili di Biella. Soffrono i vini dei territori Unesco

robot industriale

I robot industriali di Torino sono tra i distretti migliori per il Piemonte nel 2023

Segno più, nonostante tutto. Dove per "tutto" si intendono le due guerre in atto in zone particolarmente sensibili del pianeta, ma anche la corsa verso l'alto dei costi dell'energia e dell'inflazione in generale. I distretti piemontesi chiudono un 2023 che - in termini di esportazioni - dice "+4,3%" rispetto all'anno precedente, per un valore di 533 milioni di valore in più e un totale di quasi 13 miliardi. E Torino ci mette molto del suo, grazie al settore delle macchine utensili e dei robot.

Lo dice il Monitor dei Distretti del Piemonte, curato dal centro studi e ricerche di Intesa Sanpaolo. Ma la frenata, indubbiamente, c'è stata: soprattutto dopo il giro di boa. Dopo un primo trimestre di crescita a doppia cifra (+11,8%), infatti, le statistiche hanno registrato un secondo trimestre di crescita più contenuta (+3,5%) e un terzo trimestre protagonista addirittura della prima contrazione dopo 10 trimestri consecutivi di crescita (-0,5%). L'ultimo trimestre ha riportato la freccia verso l'altro (+3,3%), contribuendo a un dato complessivo positivo.

I distretti piemontesi sono riusciti a performare più della media dei distretti italiani, che nel 2023 sono rimasti sostanzialmente stabili (-0,1%), grazie alla propria specializzazione produttiva e a una forte capacità competitiva, che ha consentito di mitigare gli effetti del raffreddamento del commercio mondiale.

In particolare, a tirare la volata è stato il mondo del sistema moda, che ha conseguito la crescita più intensa (+7,6%), seguito dai distretti della meccanica (+4,5%) e dell’agro-alimentare (+2,1%). Complessivamente, sono in attivo 9 distretti su 12. Fanno eccezione il piccolo distretto dei Casalinghi di Omegna, la Rubinetteria, il Valvolame di Cusio-Valsesia e i Vini di Langhe, Roero e Monferrato. Particolarmente bene, invece, il Riso di Vercelli (+26,1%), le Macchine tessili di Biella (+21,8%) e le Macchine utensili e robot industriali di Torino (+20,1%).

Risulta ottimo l'andamento delle esportazioni distrettuali piemontesi verso i nuovi mercati (+8,3%), trainati da Cina, Messico, Hong Kong, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e India. Anche l’andamento dell’export nei mercati maturi è positivo, seppure con crescita meno intensa (+2,4%), con Irlanda, Regno Unito e Francia in testa. Le contrazioni dell’export più intense (superiori a 15 milioni

di euro) hanno riguardato (comprensibilmente) soprattutto la Russia, ma anche gli Stati Uniti e l’Austria.

È stato positivo anche l’andamento dei poli tecnologici piemontesi che hanno chiuso l’anno con un export in aumento di 629 milioni di euro, per una variazione del +26,6%. Le vendite all’estero del Polo ICT di Torino hanno raggiunto 942 milioni di euro nel 2023, in aumento di 74 milioni di euro rispetto all’anno precedente, pari ad un incremento dell’8,5%. Le esportazioni del Polo aerospaziale del Piemonte hanno superato i 2 miliardi di euro, in aumento di 554 milioni di euro, pari ad un balzo del 37% (frutto di un andamento altalenante dei trimestri, tipico del settore

che vive di grandi commesse).

"L’andamento dell’export nel 2023 conferma la grande capacità competitiva dei distretti piemontesi - commenta Andrea Perusin, direttore regionale Piemonte Sud e Liguria di Intesa Sanpaolo -. Un risultato tutt’altro che scontato visto il contesto di incertezza. Due di questi, secondo il Rapporto annuale dei distretti industriali del Research Department Intesa Sanpaolo, sono addirittura tra i più performanti in Italia per crescita, reddititività e patrimonializzazione: l’Orafo di Valenza, al primo posto della classifica, e il Tessile di Biella al 16°, entrambi espressione del miglior saper fare del nostro territorio abbinato alla produzione di alta gamma. Per le nostre imprese è cruciale avere visione strategica e continuare a investire, con attenzione a sviluppo digitale, green, innovazione e capitale umano". 

Massimiliano Sciullo

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