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Attualità | 09 luglio 2024, 18:20

Dall’aria all’acqua, Arpa dà i numeri. Pronto il piano anti-smog del Piemonte

Venerdì sarà approvato in Giunta e poi verrà discusso in consiglio. Marnati: “Una sorta di piano regolatore che vuole essere un cambio di paradigma contro i livelli di polveri sottili”

Dall’aria all’acqua, Arpa dà i numeri. Pronto il piano anti-smog del Piemonte

Dall’aria all’acqua, Arpa dà i numeri. Pronto il piano anti-smog del Piemonte

150 indicatori per valutare lo stato di salute di aria, acqua, clima e territorio del Piemonte. Moltissimi i dati, forniti dai continui monitoraggi che Arpa effettua quotidianamente in ogni angolo della Regione, e che sono finiti al centro della Relazione sullo Stato dell’Ambiente del Piemonte presentato oggi, martedì 9 luglio, presso il Museo Regionale delle Scienze Naturali di via Accademia Albertina alla presenza dell’Assessore all’Ambiente Matteo Marnati e dal direttore di Arpa Piemonte Secondo Barbero.

"La Relazione sullo stato dell'Ambiente del Piemonte è l'occasione annuale per fare il punto sui dati che fotografano la situazione della nostra regione - ha spiegato direttore generale di Arpa Barbero -  I dati del 2023 ci dicono che la qualità dell'aria è in miglioramento e le concentrazioni registrate per il PM10 sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura anche grazie alle condizioni meteo favorevoli. In questi ultimi mesi la regione è colpita ripetutamente da forti temporali e piogge abbondanti che hanno portato nel primo semestre 2024 la pioggia che cade mediamente in 11 mesi, ribaltando la situazione idrologica rispetto al 2023 che si era chiuso con un deficit negativo del 9%. L'alternanza di eventi estremi è ancora più evidente se si confronta con il 2022 (il secondo più caldo e siccitoso di sempre) quale effetto del riscaldamento globale e delle mutazioni climatiche in atto."

Le allerte in un clima che cambia

Nell’ultimo anno, su 365 bollettini emessi, uno al giorno, 62 hanno registrato un’allerta gialla, sei arancioni e nessuna rossa (il grado di maggior pericolosità per gli eventi estremi). In particolare gli eventi estremi più significativi sono stati quelli di Bardonecchia, registrato ad agosto, e la grandinata che si è abbattuta su Langhe e Roero sempre in estate.

L’anno più caldo di sempre

Il 2023 è stato l’anno più caldo di sempre. Battuto il record che si era stabilito nel 2022. Le temperature massime più alte di sempre sono state rilevate in 15 stazioni piemontese nei giorni del 17-18 luglio e del 22 e 24 agosto. In termini generali il giorno più caldo è stato il 23 agosto, il terzo più caldo della storia del Piemonte dal 1958 al pari con l’11 agosto del 2003. 

Nonostante le previsioni dei prossimi giorni prevedono l’arrivo, anche sul Piemonte, di possibili ondate di calore importante, al momento nella prima parte dell’anno in corso le temperature sembrano essere sotto la media. Sono stati superati i 30 gradi a Torino per soli tre giorni. Il giorno più caldo il 28 giugno con 32.4 gradi toccati.

Maggio ha salvato il 2023

Per quanto riguarda le piogge il 2023 è stato salvato da un maggio particolarmente piovoso dopo che fino a metà aprile l’anno aveva registrato una tendenza di precipitazioni vicina allo zero. Con 215 mm è stato il quarto mese di maggio più piovoso degli ultimi 67 anni dopo il 1984, 1977 e 2002. L’anno si è chiuso con  970 mm. Tutt’altro discorso per l’anno in corso. Il 2024 ha già adesso le riserve idriche “piene" per non patire la siccità. Sono già scesi 910 mm nei primi sei mesi, il 90% in più rispetto al precedente, tutti concentrati principalmente da marzo in poi. 

Una buona aria

Buoni risultati si registrano sul fronte dell’aria. Nel 2023 le concentrazioni di polvere sottili e sottilissime (Pm10, Pm 2,5 oltre a biossido di azoto e ozono) sono state in media le più basse di tutta la serie storica di misura. A contribuire al buon risultato i giorni di Foehn (92 giorni, il dato più alto dal 2000), la ventilazione sopra la media, il ridotto numero di giorni con marcata inversione termica. Tutto questo nonostante le piogge distribuite nell’anno sono state numericamente esigue.  

I superamenti del valore limite per la concentrazione media giornaliera si sono verificate in stazione urbane, come quella di Torino Rebaudengo, o in quelle di Asti e Alessandria. Questi primi sei mesi del 2024 vedono concentrazioni medie di polveri sottili su tutte le stazioni inferiori ai limiti di legge. Sostanzialmente i giorni di sforamento (che non devono superare i 35 giorni all’anno) sono in linea con l’anno scorso.

400 milioni per il nuovo piano anti-smog

Durante la conferenza di presentazione del report sono stati forniti i dettagli sull'aggiornamento del Piano regionale per la Qualità dell’Aria (PRQA).  Come confermato dall’assessore Marnati il nuovo piano sarà definito nella prossima riunione di giunta convocata per venerdì 12 luglio. Previste 100 misure finanziate con 400 milioni (provenienti da vari fondi, ma su cui è stato possibile triplicare l’investimento con i fondi Fesr). Il documento, previa approvazione dell’esecutivo regionale, passerà in consiglio per essere approvato.

“Un cambio di paradigma - come ha commentato l’assessore - una sorta di piano regolatore contro lo smog per arrivare a restare entro i limiti della normativa sulle concentrazioni di inquinanti nell’aria entro il 2025”. Sarà poi compito dei comuni far seguire provvedimenti pratici dove si verificano sforamenti.

La portata dei fiumi

Il 97% delle acque di balneazione piemontesi ha conseguito l’obiettivo previsto della Direttiva Europea, mentre molti corsi dei fiumi, visto lo strascico del periodo di secca cominciato già nel 2022, sono stati interessati da scostamenti negativi di portata. Discorso che non vale per i primi mesi del 2024. Prendiamo ad esempio il Po all’idrometro di Isola Sant’Antonio, da marzo a maggio ha fatto registrare valori anche superiori al doppio rispetto alle portate medie storiche.

5G e telecomunicazioni

Ma il rapporto della Regione Piemonte sullo stato di salute dell’ambiente prende in esame anche altri fattori. Tra questa la densità degli impianti di telecomunicazione interessate nel 2023 da un forte sviluppo della tecnologia 5G. 

“Sono aumentati gli impianti e le potenze in gioco - si legge nel report - ne consegue che i livelli di campo elettromagnetico misurati sono sempre più dovuti a questo tipo di segnali, l’evoluzione di queste tecnologie ha anche portato alla progressiva occupazione di bande di frequenza meno utilizzate in passato, con una globale modifica, quindi, delle caratteristiche di esposizione della popolazione."

A livello regionale, la densità di impianti radio tv, dopo una netta diminuzione nel 2022, legata anche alla riorganizzazione delle TV per permettere la liberazione della banda di frequenza a 700MHz destinata al 5G, si è sostanzialmente stabilizzata nel 2023.

Rumore

Analizzato anche l’inquinamento acustico. Nel 2023 rilevate 40 non conformità con 30 illeciti amministrativi e una notizia di reato notificata all’Autorità Giudiziaria. Il 38% degli interventi riguarda la provincia di Torino. 

Per vedere nello specifico i vari settori analizzati dalla relazione è possibile consultare il sito https://www.arpa.piemonte.it/notizia/relazione-sullo-stato-dellambiente-piemonte-2024. In una sezione sono specificate anche le politiche attuate della Regione Piemonte nell’ultimo in tema di ambiente.

Daniele Caponnetto

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