(Adnkronos) - Sanae Takaichi tra l''abbraccio' con Donald Trump e gli 'attriti' con Xi Jinping. La premier giapponese, fresca di trionfo alle elezioni anticipate volute per consolidare il mandato del suo governo, insiste sull'alleanza con Washington - con un potenziale "senza limiti", come ha scritto lei stessa su X - e manda messaggi chiari a Pechino.
Il Giappone intende mantenere aperti i canali di dialogo con la Cina, "è aperto" al dialogo, ha ribadito stamani Takaichi, conservatrice convinta, considerata un falco se si parla di sicurezza e diplomazia, dopo le parole di novembre su Taiwan che hanno innescato uno scontro diplomatico tra con Pechino. "E' proprio perché esistono timori e sfide tra Giappone e Cina che è importante la comunicazione - ha detto - Il Giappone è aperto a varie forme di dialogo". "Abbiamo già avuto scambi di opinioni. Proseguiranno", ha puntualizzato la premier, che vuole essere la 'Lady di ferro' del Paese del Sol Levante.
Su Taiwan, isola di fatto indipendente che rivendica la sua democrazia, la Cina non rinuncia alla prospettiva della "riunificazione" e non esclude l'uso della forza. A novembre Takaichi ha lasciato intendere che il Giappone potrebbe intervenire a livello militare in caso di attacco cinese a Taiwan. E ha innescato uno scontro diplomatico con il Dragone. Stamani ha assicurato che "proteggeremo con fermezza la pace e l'indipendenza del nostro Paese, il nostro territorio, le nostre acque territoriali, lo spazio aereo e le vite e la sicurezza dei nostri cittadini".
Intanto da Pechino la 'invitavano' nuovamente a "ritirare" le dichiarazioni "sbagliate" su Taiwan. "Dobbiamo avvertire in modo solenne le autorità al potere in Giappone sul fatto che è risoluta la determinazione della popolazione cinese nella tutela degli interessi fondamentali del Paese" e nel "contrastare e sventare le provocazioni delle forze anti-Cina", ha detto il portavoce della diplomazia cinese, Lin Jian.
Takaichi, forte dell'endorsement "completo e totale" di Trump arrivato prima del voto, e la "sua coalizione" hanno ricevuto presto le "congratulazioni" del tycoon per la "vittoria schiacciante" e la "storica super maggioranza" alla Camera bassa del Parlamento. Per il presidente degli Stati Uniti, la premier giapponese è una "leader molto rispettata e molto popolare" ed è pronto ad accoglierla il 19 marzo a Washington, dove l'ha invitata prima ancora di conoscere i risultati delle consultazioni. Takaichi aveva da parte sua accolto Trump in Giappone a una settimana dall'arrivo alla guida del governo, dopo la vittoria nella corsa per la guida del suo partito, l'Ldp, a seguito delle dimissioni di Shigeru Ishiba. Adesso la premier, considerata in qualche modo l'erede in politica di Shinzo Abe, assassinato quattro anni fa, promette "un nuovo capitolo nella storia dell'alleanza" tra i due Paesi.
Aveva accolto Trump a Tokyo il 28 ottobre e tre giorni dopo aveva incontrato Xi Jinping a margine del summit dell'Apec in Corea del Sud. Il tycoon è atteso ad aprile nella Repubblica Popolare. Gli osservatori rilevano come la vittoria netta al voto di ieri dia a Takaichi un mandato più forte anche sulla 'posizione' rispetto alla Cina, ma si interrogano sullo scenario che si apre di fronte alla promessa di un Giappone "più forte", anche sul fronte della difesa, con la prospettiva del dibattito sulla riforma della Costituzione 'pacifista'. Il Dragone, ha scritto il New York Times, non era sulle schede elettorali, ma incombeva sul voto. E da Pechino stanno a guardare mentre il successo di Takaichi è, secondo il Washington Post, "una buona notizia per l'America e ora Washington può aiutarla ad avere successo". Intanto la stampa giapponese evidenzia la 'rinascita' dell'Ldp, da 198 a 315 seggi su 465 alla Camera del Rappresentanti, che uniti a quelli conquistati dagli alleati del partito 'Ishin' superano i 350.













