Nel linguaggio dell’interior design contemporaneo uno degli obiettivi più ricercati è la pulizia visiva: ambienti ordinati, superfici continue, tecnologia integrata ma invisibile. Nelle ristrutturazioni d’interni a Torino il cartongesso diventa un alleato progettuale straordinario, quindi non solo un materiale per costruire pareti leggere, ma uno strumento capace di far “sparire” ciò che disturberebbe l’armonia dello spazio.
Il primo ambito di intervento riguarda gli impianti. Nelle ristrutturazioni di edifici esistenti tubazioni, canalizzazioni e cavi spesso non possono essere spostati o incassati nelle murature originarie. Attraverso contropareti e controsoffitti in cartongesso è possibile nascondere colonne di scarico, condotte di climatizzazione, montanti idraulici o dorsali elettriche, mantenendo comunque la possibilità di accesso tramite sportelli ispezionabili. Il risultato è un ambiente tecnicamente efficiente ma visivamente essenziale. Anche gli impianti di climatizzazione trovano nel cartongesso una soluzione ideale. Le unità canalizzate possono essere completamente integrate nel controsoffitto, lasciando a vista solo discrete griglie lineari o bocchette minimali. In questo modo si evita l’ingombro visivo degli split tradizionali, ottenendo una distribuzione dell’aria più uniforme e un’estetica decisamente più pulita.
Un secondo campo di applicazione riguarda l’arredo fisso. Il cartongesso consente di realizzare nicchie, librerie, panche, testiere letto o mobili contenitori perfettamente integrati nell’architettura. Questi elementi non appaiono come oggetti aggiunti, ma come parti dello spazio stesso. È una soluzione particolarmente efficace negli ambienti piccoli, dove mobili tradizionali profondi possono appesantire la percezione visiva. Le nicchie, al contrario, sfruttano lo spessore delle pareti o delle contropareti senza invadere lo spazio utile.
Molto diffusa è anche la creazione di quinte e volumi tecnici per schermare elementi meno gradevoli, come pilastri strutturali, travi ribassate o dislivelli. Invece di subirli come difetti, il progetto li trasforma in opportunità compositive: un pilastro può diventare parte di una libreria, una trave può essere inglobata in un ribassamento che integra l’illuminazione, un disallineamento murario può essere corretto creando superfici continue.
Il cartongesso è inoltre uno strumento privilegiato per “far sparire” i corpi illuminanti tradizionali. Faretti incassati, profili LED nascosti, gole luminose e tagli di luce permettono di illuminare gli ambienti senza lampade a vista. L’illuminazione indiretta, in particolare, valorizza le superfici e crea atmosfere morbide, evitando abbagliamenti e ombre dure. Le velette luminose possono definire zone funzionali — ad esempio sopra un tavolo o lungo una parete attrezzata — senza ricorrere a lampadari o applique.
Nei progetti più raffinati si arriva a integrare completamente la tecnologia: sensori, altoparlanti, sistemi domotici o tende motorizzate possono essere nascosti all’interno delle strutture in cartongesso, lasciando percepibile solo la funzione, non l’oggetto tecnico. Questo approccio contribuisce a creare ambienti contemporanei, ordinati e visivamente rilassanti.
Naturalmente, la progettazione deve tenere conto delle esigenze di manutenzione e delle dimensioni degli spazi. Ogni ribassamento o controparete comporta una riduzione, seppur minima, del volume disponibile. È quindi fondamentale bilanciare il desiderio di integrazione con la necessità di mantenere ambienti ariosi e proporzionati.
Un ulteriore vantaggio è la rapidità di realizzazione e la reversibilità. Rispetto alle opere murarie tradizionali il cartongesso consente interventi puliti, con tempi di cantiere contenuti e minori carichi sulle strutture esistenti. Inoltre, eventuali modifiche future risultano più semplici, caratteristica preziosa in abitazioni destinate a evolversi nel tempo.
In definitiva, il cartongesso permette di progettare non solo ciò che si vede, ma anche ciò che si sceglie di non vedere. Nascondere impianti, integrare arredi e dissolvere i corpi illuminanti significa restituire centralità allo spazio, alla luce e ai materiali.
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