Il Castello di Rivoli apre la stagione autunnale con alcune novità: il riallestimento delle sale con gli artisti dell’Arte Povera, la nuova versione del Castello Incantato cui si aggiungono la nuova edizione di Inserzioni e i vincitori del Premio Siena.
Inserzioni
La terza edizione di Inserzioni, il progetto che cerca di far dialogare gli spazi del Castello di Rivoli con artisti contemporanei, presenta le opere di tre artiste: Sung Tieu, Haris Epaminonda e Christelle Oyri.
Song Tieu
Al primo piano l’opera di Sung Tieu si riallaccia alla ricerca della Biennale di Venezia nel padiglione tedesco di quest’anno. Un corridoio composto da piccole tessere di mosaico rappresentano e traducono un’immagine fotografica dell’edificio in cui Sung e sua madre sono arrivate come immigrate in Germania. Usciti dal corridoio ci si trova immersi in una stanza illuminati da una luce gialla al centro della quale sono collocate un cumulo di macerie che rappresentano l’edificio demolito che si trovava di fronte allo stesso palazzo. I due edifici traducono l’idea di una struttura, come quella che ospita migranti, e il suo ruolo come strumento di potere. La luce invece prende diverse connotazioni, dal tramonto al colore giallo con cui vengono spesso insultati i popoli dell’oriente, ma anche il colore che in Vietnam è esclusivo appannaggio della famiglia reale.
Haris Epaminonda
L’artista cipriota mette in relazione elementi molto distanti tra loro. Foto, sculture e modelli architettonici che formano una costellazione di significati a seconda dello sguardo con cui li osserviamo. L’opera presentata al Castello di Rivoli rappresenta l’architettura del potere. Un padiglione non finito collegato che guarda al tema della mitologia della stanza juvarriana attraverso il tema della mitologia. Un elemento attraverso cui si collega anche alla Casa Mollino, dove sono presenti due sue sculture. Il padiglione presenta tre spaccature da cui il pubblico può osservare il suo contenuto: tre punti di vista molto punti di vista in cui l’artista sembra mettere il pubblico di fronte a una macchia fotografica.
Christelle Oyiri
Artista, produttrice e deejay, Christelle Oyiri lavora con la storia il monumento e il non finito. Un’utopia non realizzata, un pezzo della storia non finito che perseguita il presente e la cultura odierna come un fantasma. A Rivoli presenta un film in cui al centro sono un gruppo di rapper di Memphis, città che ancora oggi fatica a trovare una sua identità culturale. Come Epaminonda anche Oyiri si concentra sulla mitologia, in questo caso si ricollega alla civiltà egizia attraverso la piramide che sorge all’interno della città. Una struttura che doveva diventare uno stadio, ma poi trasformato in un centro commerciale, semi abbandonato. Come sfondo la chiesa in cui Martin Luther King tenne l’ultimo sermone, ma andata a fuoco proprio mentre l’artista francese stava girando il film.
Premio Siena
Inaugurate anche oggi le due opere vincitrici del Premio Siena.
Samira Mosca
Interspace capitolo 3 indaga la connessione tra mente e corpo. Le ceramiche esposte sono create e modellate sul corpo dell’artista per andare a riempire idealmente i vuoti lasciati dal disturbo alimentare. Obiettivo dell’artista capire come la mente continua a percepire il corpo in modo diverso da com’era. Elementi indossabili composti da forme cave che possono contenere vischio, pianta parassita che come i pensieri legati ai disturbi alimentari si nutrono del corpo, invadono e si prendono lo spazio.
Stefano Bernardi
Artista sonoro e musicista, entra nella collezione del Castello di Rivoli con un’installazione sonora frutto di una ricerca legata alla registrazione ambientale. Bernardi ha trascorso quattro giorni a registrare delle api facendole passare attraverso diversi elementi. Il risultato, processato e remixato, è una composizione a cinque movimenti che riproduce il suono delle api. Un frisbee sonoro con cui il pubblico può interagire muovendolo.




















