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Politica | 11 febbraio 2021, 19:47

Il Piemonte chiede di acquistare in autonomia i vaccini per i lavoratori delle aziende

Lettera del governatore Cirio al presidente incaricato Draghi, dopo l'incontro con i presidenti delle Camere di commercio del territorio. Ma i sindacati si dicono perplessi

Alberto Cirio

Cirio e il Piemonte chiedono di acquistare in autonomia i vaccini per i lavoratori delle aziende

Lo aveva annunciato ieri, a margine dell'inaugurazione del prolungamento della linea 1 della metropolitana di Torino, oggi lo ha fatto. Il governatore Alberto Cirio ha inviato una lettera al professor Mario Draghi, incaricato di formare il nuovo Governo, per chiedere che la Regione Piemonte possa acquistare in autonomia i vaccini per i lavoratori delle aziende.

L'iniziativa è stata condivisa con l’assessore alla Sanità Luigi Icardi e i presidenti delle Camere di commercio del territorio: Gian Paolo Coscia (presidente Unioncamere Piemonte e Camera commercio Alessandria-Asti), Fabio Ravanelli (presidente Camera commercio Biella-Vercelli, Novara, Vco), Mauro Gola (presidente Camera commercio Cuneo), Dario Gallina (presidente Camera commercio Torino).

All’incontro erano presenti anche il vicepresidente della Regione Fabio Carosso, con l’assessore alle Attività Produttive Andrea Tronzano, agli Affari Legali Maurizio Marrone e al Commercio Vittoria Poggio. Presente anche Antonio Rinaudo, Commissario dell’Area Giuridico-Amministrativa dell’Unità di Crisi della Regione Piemonte.

Questo, di seguito, il testo della missiva:

Gent.mo prof Draghi,
il Piemonte sta portando avanti la vaccinazione anti Covid-19 seguendo il Piano vaccini nazionale, tra le prime regioni a farlo. Con oltre 270 mila dosi già inoculate siamo, infatti, uno dei territori che sta procedendo con maggiore rapidità nella campagna vaccinale. Le scriviamo per sottoporre alla sua attenzione una esigenza che ci è stata evidenziata in modo unitario e corale dalle nostre aziende, che chiedono la possibilità di fare i vaccini ai propri lavoratori privatamente.

Pensiamo possa essere utile approfondire l’opportunità e la fattibilità di percorrere questa strada, che riteniamo abbia un interesse pubblico fondamentale. Non solo quello di garantire che la produttività delle nostre aziende continui, ma allo stesso tempo quello di sollevare il sistema sanitario pubblico che potrà così continuare a concentrarsi sugli anziani, le scuole, i giovani e le altre fasce delle nostre comunità che sono più fragili. Ciò a cui pensiamo è un meccanismo che veda due percorsi in parallelo, che non interferiscono a vicenda ma procedono a ulteriore e maggiore garanzia: l’uno del pubblico, che continueremo a portare avanti come Regione, e l’altro a disposizione delle nostre aziende private.

Abbiamo dato mandato a Scr, la società di committenza regionale, di fare una indagine di mercato per capire a livello internazionale quanti vaccini siano effettivamente acquistabili e a quale costo, al fine di mettere a disposizione queste informazioni del sistema camerale piemontese. Quest’ultimo, parallelamente, sta approfondendo a livello giuridico la possibilità di fare da tramite nei confronti delle aziende che potrebbero acquistare i vaccini per somministrarli ai propri lavoratori. Il Piemonte è pronto e lo sono anche le sue aziende, che chiedono di poter ripartire facendo lavorare i propri lavoratori e le proprie lavoratrici in sicurezza.

Ma desideriamo procedere nel pieno rispetto delle regole italiane ed europee e in pieno accordo con le nostre autorità nazionali. Per questo la preghiamo di voler considerare tale richiesta come prioritaria fra quelle cui il futuro governo dovrà dedicare il proprio impegno, facendosene portavoce al più presto anche nei confronti delle istituzioni Ue.

Intanto, i sindacati hanno già fatto sentire la loro voce. "Non abbiamo nulla in contrario che le aziende contribuiscano economicamente e organizzativamente alla vaccinazione, e sensibilizzino alla vaccinazione i loro dipendenti - dicono da Cgil Piemonte e Cgil Torino - ci chiediamo però dove verrebbero reperiti i vaccini adatti e sulla base di quali progetti autorizzativi nazionali ed europei".

"In questo momento - proseguono - la proposta del presidente Cirio ci sembra non solo un'idea alquanto avventata, perché non comprendiamo come potrebbe avvenir concretamente, ma la riteniamo anche intempestiva in quanto, ad oggi, il problema vero è che i vaccini non ci sono".

E dalla Cisl il pensiero è decisamente in linea: "Ci lascia francamente perplessi la proposta di Cirio, pur comprendendo lo spirito e la finalità dell’iniziativa del presidente della Giunta regionale. L’acquisto di vaccini sul mercato internazionale e la loro distribuzione agli Stati membri è di competenza della Commissione Europea e la regia a livello nazionale, e quindi il rapporto con le regioni, spetta al governo centrale. Non è chiaro quindi con quali modalità e soprattutto in ottemperanza a quali disposizioni di legge e di sicurezza si vorrebbe procedere con questa iniziativa". E ancora: "Prima di facili annunci, che vanno ad aggiungersi, in queste ore, a quelli di qualche altro presidente di regione, sarebbe opportuno verificare i piani di fattibilità e il rispetto della normativa vigente, coinvolgendo nel confronto tutte le forze sociali che hanno il compito e il dovere di rappresentare il mondo del lavoro".

 

redazione

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