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Politica | 26 gennaio 2026, 17:21

Rete oncologica Piemonte, nasce gruppo di lavoro trasversale. Pd: "Creare hub per i diversi tumori"

Bisogna implementare poi la telemedicina: al momento non si può connettere lo specialista con il pc del paziente

Rete oncologica Piemonte, nasce gruppo di lavoro trasversale. Pd: "Creare hub per i diversi tumori"

La rete oncologa piemontese è un'eccellenza, l’unica italiana accreditata all’ interno di quella europea. L’importante lavoro però per l’unificazione dei percorsi di diagnosi e terapia rischia di essere vanificato non tanto dalla scarsità di risorse, quanto dalle problematiche endemiche della sanità piemontese: l’uniformazione dei sistemi informatici e il difficile rapporto col garante per la privacy in primo luogo.

"Non si può connettere lo specialista con il pc del paziente"

È quanto emerso, oggi, in quarta commissione nel corso dell’audizione dei responsabili della Rete oncologica regionale, i professori Comandone, Airoldi e Aglietta. Senza la possibilità di implementare la telemedicina, in particolare su un territorio frastagliato come il nostro e su una popolazione in avanti con gli anni, costruire una rete territoriale oncologica diventa quasi impossibile. "Oggi - spiegano i consiglieri regionali del Pd Daniele Valle e Nadia Conticelli - il sistema è bloccato dall’impossibilità di connettere lo specialista o comunque la struttura oncologica con il computer personale del paziente a casa, negata ripetutamente in Piemonte dal garante della privacy, così come l’invio di messaggi informatici in sostituzione del cartaceo".

Gruppo di lavoro trasversale

Da qui è emersa la proposta di un gruppo di lavoro trasversale, sostenuta anche dal Presidente della Commissione Sanità Luigi Icardi (Lega),  per sbloccare queste difficoltà. Altro tasto dolente il rallentamento nel percorso diagnostico, che ha tempi contingentati nei protocolli della rete (cinque giorni per la presa in carico e trenta per la consulenza multidisciplinare per la cura). 

Attivare centri di riferimento per i tumori

Infine i dem chiedono la specializzazione alcuni presidi, cioè non fare tutto dappertutto, ma attivare i centri di riferimento per le diverse patologie. Nel 2015 la Regione aveva identificato degli hub per i diversi tipi di tumori (ipofisi, cutanei, fegato, colon retto, pancreas, stomaco, testa collo, polmoni, urologici). Da allora la proposta non ha mai trovato attuazione concreta.  

Cinzia Gatti

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