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Ultim'ora | 11 giugno 2026, 00:07

Bollette, carburante e... centri estivi: tutti gli aumenti dell'estate

Bollette, carburante e... centri estivi: tutti gli aumenti dell'estate

(Adnkronos) - L’estate 2026 è alle porte e gli italiani stanno iniziando a fare i conti con le numerose spese che caratterizzano questo periodo. Quali sono le principali spese che le famiglie dovranno affrontare? Quali quelle destinate a crescere e quelle in calo? Quali prezzi aumenteranno di più in estate? Diversi elementi vengono fuori dal rapporto Facile.it – Consumerismo No Profit, con i principali costi dell’estate (e non). La prima voce finita sotto la lente è quella della bolletta elettrica. Il conflitto in Iran ha causato un aumento del prezzo delle materie prime, a partire dal gas, e anche le tariffe dell’energia elettrica ne hanno risentito; quelle a prezzo bloccate, ad esempio, pur ancora tutto sommato abbastanza accessibili, sono cresciute del 4% rispetto allo scorso anno. Ma bisognerà tenere d'occhio anche i prezzi in aumento del carburante e... delle vacanze. Dalle strutture ricettive ai centri estivi.  

Attenzione, quindi, ai consumi elettrici, che in estate tendono a salire soprattutto se si usa il condizionatore, facendo lievitare anche le bollette. Secondo le stime di Facile.it, un condizionatore dual split in classe A+, usato in media 8 ore al giorno per tutta l’estate, ci costa all’anno fino a 146 euro in bolletta. Con un modello più efficiente (Classe A+++) la spesa può scendere fino a 74 euro, ma ancora una volta attenzione a come viene utilizzato: se troppo, e male, i consumi possono salire anche del 90%. 

Per quanto riguarda le vacanze c’è un fenomeno da registrare in Italia, quello delle vacanze a rate. Nonostante quest’anno – a causa del conflitto in Iran e della paura di possibili cancellazioni nei voli – ci si aspetti un calo di viaggiatori che sceglieranno destinazioni lontane, esotiche e quindi tendenzialmente più costose, non mancano gli italiani che scelgono di ricorrere ad un prestito personale per far pesare meno sul budget familiare il costo di una vacanza. Secondo le stime di Facile.it, nei primi cinque mesi del 2026 per questa finalità sono stati erogati finanziamenti per un importo totale che arriva a circa 170 milioni di euro, cifra importante, ma in calo rispetto allo scorso anno quando il valore era superiore ai 200 milioni di euro. Chi per poter partire si è rivolto alle società di credito al consumo ha puntato ad ottenere, in media, 5.400 euro da restituire in 50 rate dal valore di 132 euro ciascuna. L’età media dei richiedenti è pari a 39 anni, ma una richiesta su quattro arriva da un under 35. 

 

Hotel, B&B, case vacanza, residence e agriturismi continuano a registrare prezzi elevati, soprattutto nelle settimane centrali di agosto. Secondo Consumerismo, per una famiglia media una settimana in una casa vacanza o in un B&B può richiedere tra 800 e 1.800 euro, mentre per hotel e strutture di categoria superiore la spesa supera facilmente i 2.000-2.500 euro. Le destinazioni balneari restano tra le più costose, ma anche montagna, laghi, città d’arte e borghi turistici registrano aumenti medi compresi tra il 5% e il 10% rispetto ai livelli precedenti alle recenti tensioni internazionali, con punte superiori al 15% nelle località più richieste durante l’alta stagione. 

Una spesa che molti italiani devono mettere in conto per l’estate, soprattutto se si viaggia all’estero, è quella della polizza viaggio, che consente di tutelarsi da una vasta gamma di imprevisti che possono rovinare la vacanza. Confrontando i dati 2026 con quelli del 2025, dall’analisi di Facile.it si scopre che la richiesta online di questi prodotti è cresciuta del 13%, nonostante negli ultimi mesi, a seguito dello scoppio del conflitto in Iran e della crisi del carburante, tanti italiani abbiano rinunciato a prenotare un viaggio all’estero. 

Per quanto riguarda i prezzi, secondo l’analisi di Facile.it una polizza viaggio che comprende assistenza medica, smarrimento bagaglio e annullamento ha un costo di partenza pari a 38 euro per due settimane di viaggio in Europa, che diventa 54 euro se la vacanza è verso un paese extra europeo (ad esclusione di USA, Canada e Caraibi), 61 euro se decidiamo di viaggiare verso queste destinazioni. Le tariffe risultano in aumento, in un range compreso tra il 6% e il 13% rispetto allo scorso anno.

 

 

 

Pessime notizie per tutti gli italiani che si sposteranno con un’automobile: i costi, come noto, a causa del confitto in Iran sono aumentati notevolmente. Guardando al prezzo alla pompa in modalità self in data 8 giugno 2026 si registrano aumenti del 13% per la benzina e addirittura del 26% per il diesel rispetto a dodici mesi fa. Secondo i calcoli di Facile.it, quindi, per percorrere la tratta Milano-Bari andata e ritorno (circa 1.760 km), la spesa per un’auto a benzina è di 223 euro, vale a dire circa 26 euro in più rispetto allo scorso anno. 

La differenza è più significativa se la vettura è diesel; la spesa stimata per quest’anno è pari a 194 euro, vale a dire 40 euro in più rispetto allo scorso anno. Considerando che giugno, luglio e agosto sono i mesi in cui ci si sposta di più, a parità di consumi, con queste tariffe gli italiani nell’estate 2026 arriverebbero a spendere 2,3 miliardi in più rispetto allo scorso anno. Anche per il 2026, a inizio anno, le tariffe autostradali sono cresciute, con un aumento medio delle principali tratte autostradali dell’1,5%, anche se su alcuni tratti specifici gli aumenti sono arrivati a sfiorare il 2%. 

Gli italiani che si metteranno alla guida quest’anno, quindi, potrebbero trovare pedaggi più salati rispetto al 2025, con un’unica buona notizia: a partire dall’1 giugno 2026 gli automobilisti hanno diritto al rimborso del pedaggio, totale o parziale, in caso di ritardi causati dai cantieri stradali. 

Il trasporto aereo – evidenzia Consumerismo No Profit- è tra i comparti maggiormente influenzati dalle tensioni internazionali del 2026. Nel solo mese di maggio sono stati cancellati tra 12.000 e 13.000 voli a livello mondiale, con una riduzione di circa 2 milioni di posti disponibili. Parallelamente il prezzo del carburante per l’aviazione è aumentato dell’84% rispetto a febbraio 2026. Sebbene le compagnie non possano trasferire automaticamente tutti gli aumenti sui biglietti già acquistati, la riduzione dell’offerta e l’incremento dei costi operativi rischiano di mantenere elevate le tariffe soprattutto nei periodi di maggiore domanda. Anche i prezzi dei traghetti sono cresciuti; secondo le ultime rilevazioni disponibili, le tariffe sono aumentate del 9,7% rispetto all’anno precedente. Una famiglia composta da quattro persone con auto al seguito, a Ferragosto, può arrivare a spendere oltre 1.300 euro per un viaggio di andata e ritorno verso la Sardegna.  

Anche le vacanze brevi stanno diventando più costose; per una famiglia di tre o quattro persone, un semplice weekend fuori città, secondo le stime di Consumerismoe Facile.it, può facilmente costare tra i 300 e i 600 euro considerando carburante, pedaggi, parcheggi, pasti e attività ricreative. Sommando un pernottamento, la spesa può superare gli 800 euro, soprattutto nelle località turistiche e nei periodi di maggiore affluenza. 

Sempre più italiani convivono con un animale domestico e l’estate porta nuove esigenze organizzative. Portare in vacanza con sé il proprio animale può comportare costi aggiuntivi per trasporto, strutture pet friendly e servizi dedicati, con una spesa che può variare mediamente tra 100 e 400 euro per una settimana di soggiorno. Molte strutture ricettive applicano supplementi per la presenza di animali domestici che possono far aumentare il costo del pernottamento, mediamente, tra il 10% e il 20%, con punte superiori nelle località turistiche più richieste. Chi, invece, sceglie di affidare Fido a pensioni specializzate o pet sitter deve mettere in conto costi compresi tra 15 e 40 euro al giorno per un cane e tra 10 e 25 euro al giorno per un gatto, con una spesa che per due settimane può facilmente superare i 300-500 euro. 

 

C’è chi parte e chi resta, ma nell’estate 2026 una certezza accomuna milioni di famiglie italiane: spenderanno di più. Restare in città non significa affatto risparmiare. Tra bollette, figli a casa da scuola, centri estivi, uscite serali, attività ricreative e maggiori consumi domestici, l’estate si trasforma in una vera e propria stagione di spese aggiuntive; Facile.it e Consumerismo stimano che una famiglia con uno o due figli possa sostenere tra i 1.500 e i 3.000 euro di costi extra nel periodo compreso tra giugno e settembre, anche senza mettere in conto vacanze e viaggi. Una cifra che si aggiunge alle normali spese mensili. 

Seppur non strettamente legate all’estate, anche le rate dei mutui variabili potrebbero aumentare nei prossimi mesi. Qualcosa, in senso negativo, si è già mosso a seguito dello scoppio del conflitto in Iran, tanto è vero che per un mutuo medio standard (126.000 euro da restituire in 25 anni a copertura del 70% del valore dell’immobile), tra marzo e giugno la rata media è aumentata di circa 11 euro. Secondo gli esperti, la prospettiva è di un ulteriore rincaro nei prossimi mesi; dall’analisi di Facile.it, guardando ai Futures aggiornati al 5 giugno 2026, si scopre che l’indice potrebbe continuare a crescere e la rata del mutuo potrebbe arrivare entro fine anno a circa 626 euro. Se si considera che a gennaio 2026 la rata era pari a 578 euro, nel 2026 l’aumento complessivo della rata media sarebbe di quasi 50 euro. 

Secondo le rilevazioni di Consumerismo, nel 2026 i prezzi dei centri estivi si confermano spesso proibitivi per molte famiglie: uno privato a tempo pieno costa mediamente 190 euro a settimana al Nord, 160 euro al Centro e 135 euro al Sud, con una spesa che può superare i 700 euro al mese per ogni figlio. In quelli pubblici il costo medio si aggira intorno ai 100 euro a settimana per il tempo pieno e circa 80 euro per la mezza giornata, con importi che variano in base all’Isee familiare. 

Mangiare fuori casa continua a rappresentare uno dei principali momenti di socialità dell’estate italiana, che però pesa sempre di più sul budget. Oggi per una famiglia di quattro persone una serata in pizzeria supera facilmente i 60 euro, mentre una cena al ristorante può arrivare ad una cifra compresa tra 120 e 200 euro. 

Cinema all’aperto, parchi acquatici, concerti, spettacoli, eventi culturali e attività sportive registrano costi crescenti. A maggio, secondo l’Istat, i costi di servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona sono cresciuti del 3,0% su base annua (con aumenti tra il 15% e il 30% se si confrontano le tariffe con quelle di appena cinque anni fa). Oggi una giornata in un parco acquatico può costare tra i 25 e i 40 euro a persona, mentre una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere oltre 120 euro considerando ingressi, parcheggio e consumazioni. 

 

Anche il cinema non è immune dai rincari: un biglietto intero si colloca mediamente tra gli 8 e i 15 euro, mentre per concerti e spettacoli dal vivo la spesa può facilmente superare i 50 se non addirittura i 100 euro a persona. Per le attività sportive estive, dai campus ai corsi brevi, le famiglie possono sostenere costi compresi tra 50 e 300 euro a figlio a seconda della disciplina scelta. 

Se le vacanze possono essere rinviate, la spesa alimentare resta una necessità quotidiana. I dati Istat di maggio 2026 evidenziano un aumento del 2,3% del costo del 'carrello della spesa', ma rispetto a 10 anni fa i rincari sono a doppia cifra: pane e pasta fino al +70% e +90%, latte e uova fino al +80%, carne e pesce fino al +60%, mentre l’olio extravergine d’oliva ha superato il +130%. Secondo le elaborazioni di Consumerismo, un paniere di prodotti che nel 2016 costava circa 11 euro oggi supera facilmente i 20 euro, con aumenti che incidono sui consumi quotidiani e difficilmente rinviabili. 

Nel 2026 il gelato artigianale viene venduto mediamente tra i 20 e i 28 euro al kg, con punte che superano i 30 euro nelle località turistiche, mentre quello confezionato, nei supermercati si attesta intorno ai 5,8 euro al kg. Oggi un semplice cono costa mediamente tra i 3 e i 4 euro, ma nelle località turistiche si superano facilmente i 5 euro. Le stime indicano per quest’anno ulteriori aumenti compresi tra il 3% e il 5%, che si aggiungono al rincaro medio del 9% registrato nel 2025. 

Nel dossier entrano quest’anno vitamine, sali minerali, integratori per lo sport e prodotti dedicati al benessere, che stanno diventando una presenza stabile nei consumi estivi degli italiani. Il mercato italiano degli integratori alimentari supera ormai i 5 miliardi di euro l’anno e, secondo le stime, circa sei italiani su dieci fanno ricorso almeno occasionalmente a questi prodotti. Durante l’estate, periodo in cui il ricorso soprattutto ad alcuni di questi integratori aumenta sensibilmente, una famiglia può arrivare a spendere tra 20 e 80 euro al mese, mentre per chi pratica sport con regolarità la spesa può superare i 100 euro mensili. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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