(Adnkronos) -
Presentato oggi, in Campidoglio, il protocollo d’intesa tra l’Anci e l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale (Aubac) nell’ambito del consiglio tematico 'Comuni italiani-Pianeta Acqua', promosso dalla Conferenza nazionale dei presidenti dei consigli comunali Anci. L’iniziativa, svoltasi a quindici anni dal referendum sull’acqua pubblica, ha riaffermato il valore dell’acqua come bene primario essenziale e il ruolo centrale dei Comuni nella tutela della risorsa idrica, nella prevenzione del rischio idrogeologico e nella costruzione di comunità più resilienti di fronte agli effetti del cambiamento climatico. Il protocollo, sottoscritto dal presidente Anci Gaetano Manfredi e dal segretario generale dell’Aubac Marco Casini, avvia una collaborazione tecnico-istituzionale stabile a supporto dei 901 Comuni del distretto idrografico dell’Appennino centrale, che comprende territori ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Marche, Molise, Toscana e Umbria.
L’accordo ha l’obiettivo di rafforzare la capacità amministrativa e tecnica degli enti locali nella corretta applicazione degli strumenti di pianificazione di bacino, con particolare riferimento ai Piani di assetto idrogeologico, al Piano di gestione del rischio alluvioni e al Piano di gestione delle acque. Prevede inoltre attività congiunte per migliorare l’interfaccia tra Comuni e Autorità di bacino, standardizzare procedure e documentazione, promuovere l’accesso a dati territoriali aggiornati e favorire l’utilizzo del Digital Twin di distretto e degli strumenti digitali Aubac a supporto delle decisioni pubbliche. Particolare attenzione sarà dedicata alla prevenzione del rischio idraulico e geomorfologico, alla coerenza tra pianificazione urbanistica comunale e pianificazione di bacino, alla programmazione degli interventi di mitigazione del rischio, alla gestione delle emergenze e all’interoperabilità dei dati, in coerenza con gli standard nazionali ed europei in materia di informazione territoriale e amministrazione digitale.
“Con questo protocollo – ha dichiarato Casini – intendiamo mettere a disposizione dei Comuni un quadro di collaborazione concreto, operativo e continuativo. La gestione dell’acqua, del suolo e del rischio idrogeologico richiede oggi una forte integrazione tra pianificazione di bacino, governo del territorio, conoscenza digitale e capacità amministrativa locale. I Comuni sono il primo presidio del territorio: sostenerli con strumenti, dati, procedure e formazione significa rendere più efficace la prevenzione e più sicure le comunità”. L’accordo si inserisce nel percorso avviato da Anci sul tema 'Pianeta Acqua', volto a promuovere una nuova cultura pubblica della risorsa idrica e a trasformare i Comuni in vere e proprie 'Blue Communities', capaci di integrare tutela dell’acqua, adattamento climatico, sostenibilità, sicurezza territoriale e innovazione.
“La collaborazione con l'Autorità di bacino dell'Appennino Centrale rappresenta un passo strategico fondamentale per i nostri territori - ha aggiungo il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi - La gestione delle risorse idriche e la mitigazione del rischio idrogeologico sono urgenze che i sindaci affrontano ogni giorno in prima linea. Come Anci, il nostro obiettivo è non lasciare mai soli i Comuni, specialmente quelli medio-piccoli, sostenendoli nella loro capacità tecnica e amministrativa. Questo protocollo semplifica le procedure e accelera i tempi grazie alla transizione digitale e a strumenti interoperabili. Mettere l'innovazione a disposizione dei tecnici comunali significa garantire decisioni più rapide e basate su dati scientifici, coniugando lo sviluppo economico con la sicurezza e la sostenibilità ambientale”.












