(Adnkronos) - "'Magari ti stuprano', 'Non sei a battere sul marciapiede stasera?', 'Attenti a girare per Roma, potrebbero accadervi cose non piacevoli', 'Sparati'. Ecco alcuni commenti al video che ho pubblicato ieri, sui miei profili social, dopo la manifestazione antifascista". Così Claudia Pratelli, assessora alla Scuola, Lavoro e Formazione di Roma Capitale che, sui suoi profili social, ha denunciato l'accaduto. "Troppi commenti oltre la soglia del tollerabile: auguri di stupro, minacce, insulti sessisti e offese violente. Non si tratta di critiche politiche o di dissenso, anche aspro, che sono più che disposta ad accettare - ha scritto -. Si tratta invece di messaggi che raccontano un clima di odio, intolleranza e aggressività che dobbiamo avere il coraggio di riconoscere e contrastare".
"Quello che è accaduto - ha sottolineato Pratelli - non riguarda soltanto me. E infatti lo abbiamo visto all'opera molte volte e recentemente sempre di più. Riguarda l'idea che qualcuno continua ad avere delle donne, della politica e dello spazio pubblico. Riguarda chi ritiene che una donna impegnata nelle istituzioni possa essere insultata, minacciata o umiliata per aver espresso liberamente le proprie idee. Riguarda chi considera l'odio e la violenza strumenti legittimi del confronto politico. Dietro questi commenti non c'è soltanto la volgarità di pochi individui. C'è una cultura che continua ad alimentare sessismo, discriminazioni e violenza, e che tenta di intimidire chi difende i diritti, l'inclusione e una società più giusta e aperta".
Pratelli ha poi annunciato che "i messaggi ricevuti sono stati segnalati alle autorità competenti e denunciati, perché nessuno deve sentirsi autorizzato a minacciare o augurare violenza nell'impunità". Del resto, "se l'obiettivo era un'intimidazione, voglio però dire una cosa molto semplice: non ci sposterete di un millimetro. Continuerò a battermi contro il razzismo, il sessismo, l'omotransfobia e ogni forma di discriminazione. Continuerò a lavorare per una città aperta, solidale e democratica, nella quale - ha concluso - tutte e tutti possano sentirsi liberi e al sicuro".













