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Ultim'ora | 05 luglio 2026, 07:53

4 luglio, Trump: "Il sogno americano è tornato, non saremo mai un Paese comunista"

4 luglio, Trump: "Il sogno americano è tornato, non saremo mai un Paese comunista"

(Adnkronos) -

Dalla condanna del comunismo alla difesa del Save America Act, fino ai presunti successi in Iran, al rilancio dell'economia e all'esaltazione del "sogno americano". Sono questi i temi al centro del discorso pronunciato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al National Mall di Washington in occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario dell'Indipendenza americana. 

Nel suo intervento, durato circa 40 minuti, Trump ha ripercorso i principali punti della sua agenda politica, alternando riferimenti alla storia degli Stati Uniti, alla sicurezza nazionale, all'immigrazione e ai risultati rivendicati dalla sua amministrazione. 

"Il sogno americano è tornato", ha detto il presidente davanti alla folla, sostenendo che le forze armate e le forze di polizia siano "inondate di nuove reclute", al punto che, a suo dire, oggi sarebbe "difficile" trovare un impiego in questi settori. Trump ha poi descritto gli Stati Uniti come un "popolo eroico con uno spirito eroico", sostenendo che il Paese stia vivendo una nuova "Golden Age of America". "L'America è la luce e la gloria del mondo", ha affermato, assicurando che il futuro della nazione sarà "più grande, migliore e più forte" e che gli Stati Uniti "saranno sempre al vertice". 

Trump ha ribadito che "non c'è obiettivo che non possiamo raggiungere e non c'è nulla che gli americani non possano fare", indicando come esempi il mercato azionario, che secondo il presidente si trova ai massimi storici, e un livello di occupazione che ha definito senza precedenti. 

Tra i passaggi più politici del discorso, il presidente ha rilanciato il Save America Act, sostenendo la necessità di introdurre l'obbligo di dimostrare la cittadinanza per poter votare. "Tutti gli elettori dovranno fornire un piccolo documento chiamato prova di cittadinanza, e non ci saranno più schede elettorali per corrispondenza, tranne che per malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggi, e non ci saranno più brogli elettorali. È molto semplice", ha affermato tra gli applausi. 

Trump ha inoltre richiamato altri punti della sua agenda, tra cui l'ordine esecutivo volto a limitare la cittadinanza per diritto di nascita e la difesa del Secondo Emendamento della Costituzione, che tutela il diritto al possesso di armi. 

Nel passaggio dedicato alla politica estera, il presidente ha rivendicato i risultati ottenuti durante il suo mandato, citando il Venezuela e l'Iran. Trump ha fatto riferimento al sequestro dell'ex presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e agli attacchi contro la marina iraniana, presentandoli come esempi della fermezza americana sulla scena internazionale. Ha inoltre rivendicato il "successo" dell'operazione militare contro i siti nucleari iraniani, indicandola come una dimostrazione della capacità degli Stati Uniti di colpire i propri avversari e difendere gli interessi nazionali. 

Nel corso dell'intervento è tornato anche ad attaccare il comunismo. "Il comunismo è un sistema perdente, e lo sarà sempre. Il sistema comunista è l'opposto del sistema americano e non ha mai funzionato. Ci piace fermare una minaccia del genere immediatamente, prima ancora che inizi. È come un cancro, bisogna estirparla, bisogna estirparla in fretta", ha dichiarato. 

Sul palco hanno raggiunto il presidente anche rappresentanti delle Gold Star Families, le famiglie dei militari americani caduti in servizio, e i membri dell'equipaggio della missione Artemis II della NASA, ai quali Trump ha reso omaggio insieme ai veterani. 

Ripercorrendo la storia degli Stati Uniti, il presidente ha esposto una serie di bandiere storiche che, secondo quanto affermato, sventolavano durante la guerra d'indipendenza contro la Gran Bretagna. "Gli americani non permetteranno mai a nessuno di portar via la loro libertà, non accadrà", ha detto, aggiungendo che "oggi il nostro Paese è più ricco, più sicuro e più orgoglioso che mai" e che "stiamo facendo meglio di quanto non abbiamo mai fatto prima". 

In chiusura Trump ha richiamato lo spirito della Rivoluzione americana. "Lo spirito del 1776 vive ancora in tutti noi", ha affermato, elogiando "la libertà americana" e concludendo: "Siamo solo all'inizio, il meglio deve ancora venire". 

Al termine del discorso, il presidente e la first lady Melania Trump hanno assistito allo spettacolo pirotecnico di 'Salute to America' da una struttura allestita nei pressi del palco. La folla ha accolto con un lungo applauso i fuochi d'artificio che hanno illuminato il cielo del National Mall, mentre sulla capitale ha ricominciato a cadere la pioggia. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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