/ Politica

Politica | 15 luglio 2026, 13:28

Nasce "atefano": Piemonte e Liguria battezzano la parola per chi ha perso un figlio

Presentato l'Ordine del giorno che chiede di diffondere il neologismo. Dietro l'iniziativa, il dolore della famiglia Franchelli e Zanet

Nella lingua italiana mancava. Esiste "orfano" per chi perde i genitori, "vedovo" per chi perde il coniuge. Ma per un genitore a cui muore un figlio, nessuna parola. Da oggi quel vuoto ha un nome: "atefano".

L'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Piemonte, insieme al Consiglio regionale della Liguria, ha presentato un Ordine del giorno per promuovere e diffondere il neologismo. L'obiettivo è dare dignità linguistica e sociale a una condizione definita "contro natura" dallo stesso documento.

Le istituzioni: "Un'iniziativa che parte dal cuore"

 "Non è propriamente un'iniziativa di un'assemblea legislativa, ma così vogliamo dare attenzione a una categoria particolarmente colpita", spiega Davide Nicco, presidente del Consiglio regionale del Piemonte. "Questo è un modo per far sentire la nostra vicinanza nei confronti di chi ha subito il peggior dolore che si possa subire nella vita".

Gli fa eco Franco Graglia, vicepresidente del Consiglio regionale e primo firmatario dell'Odg: "Ci sono momenti istituzionali e momenti che hanno un significato profondo. Questo è un appuntamento importante che ha come parola chiave il cuore. Non è una sensibilità comune in questo mondo quella che portiamo, ma abbiamo la voglia e l'orgoglio di differenziarci".

Dalla Liguria arriva il sostegno di Angelo Vaccarezza, consigliere segretario dell'Ufficio di presidenza: "Mai un'iniziativa come questa potrà essere considerata di parte, questa è un'iniziativa che parte dal cuore. La necessità di individuare questo termine nasce dalla necessità di poterci occupare come istituzioni di una condizione così tragica che deve essere riconoscibile, e questo lo fanno proprio le parole".

La storia di Rachele e la nascita della parola

Dietro il neologismo c'è la storia di Rachele Franchelli, morta a causa di un tumore cerebrale dopo 18 mesi di cure. La sua famiglia ha fondato l'Associazione "Rachele Franchelli – Uno Sguardo Senza Confini APS", una realtà che ha come obiettivo il supporto alla cura e di mantenere viva la memoria di Rachele.

"Mai pensavo di arrivare ad assistere alla morte di un figlio: ti devasta e rischi di soccombere", racconta la mamma, Silvia Ravera. "In 18 mesi di cure abbiamo conosciuto tanti ragazzi ammalati che ce la mettono tutta per vincere il tumore, e a quell'età è dura.  Abbiamo deciso di far conoscere e conservare la storia di Rachele che noi ricorderemo per sempre: sarà un lutto che porterà amore. Oggi siamo qui grazie ai tanti amici che ci aiutano, allora abbiamo deciso di trovare un nome per i famigliari che hanno vissuto questa sofferenza e così è stato".

A spiegare la genesi linguistica è il fratello, Gastone Franchelli: "Non sono un esperto di lingue ma ho accolto una richiesta cercando chi ci potesse aiutare, testando vari termini e parole. Abbiamo trovato parole simili in altri paesi, anche dal latino, ma ci sembravano troppo forti e riferire troppo a questo grande dolore. Quindi ci siamo fidati del greco, avendo la possibilità di essere aiutati anche da Vittorio Coletti e Achille, membri dell'Accademia della Crusca che ci hanno saputo consigliare. Quindi la parola prende il significato di teknos più orphanos, cioè una persona a cui manca un figlio quindi un orfano di figlio".

Infatti, come spiegato nel materiale dell'associazione, "atefano" nasce da: à- privativo, té- dal greco téknon "figlio", e -fano da orphanós "orfano". La proposta definisce il vocabolo come aggettivo e sostantivo: "che ha perduto un figlio o i figli" e "persona che ha perso un figlio o genitore in lutto per la morte di un figlio".

"Noi che non abbiamo nome"

Tra chi ha manifestato apertamente l'esigenza di un termine c'è anche Franco Zanet, autore del libro "Noi che non abbiamo nome". Zanet ha perso il figlio Alessandro, medico, suicida dieci anni fa. "Scrivere mi ha aiutato molto, perché non è stato più un omaggio al figlio ma un omaggio a tutti i deboli che hanno ceduto alle forze oscure del male senza saper reagire", racconta. "Nel caso di Silvia la reazione c'è stata, nel caso di mio figlio ho sempre sospettato che lo stesso lavoro che faceva lo ha ad un certo punto stroncato. Adesso nascerà la fondazione dedicata a mio figlio Alessandro Zanet, che sosterrà le persone nelle case di riposo".

E a Silvia Ravera, Zanet affida un messaggio: "La bontà viene fuori con il tempo, si dimenticano i dolori e si riesce a vivere al servizio degli altri".

Cosa dice l'Ordine del giorno

Il testo dell'Odg parte da una premessa: nella lingua italiana sussiste un vuoto lessicale e culturale riguardo alla condizione dei genitori che hanno perduto un figlio. L'iniziativa ha "un elevato valore etico e culturale, riconoscendo rispetto per chi soffre e capacità di elaborazione del lutto". Dare un nome, si legge, "significa sottrarla all'indicibile" e "rompere l'isolamento: senza una parola definita, i genitori privati dei propri figli vivono una forma di invisibilità identitaria".

Il Consiglio regionale impegna quindi la Giunta a promuovere e diffondere "atefano" tramite portali web, social e uffici stampa; a valorizzarlo in convegni e iniziative su politiche familiari e welfare; e a farsi portavoce presso Governo e istituzioni nazionali per il riconoscimento formale su tutto il territorio italiano.

Il documento ricorda anche che "un neologismo non viene riconosciuto ufficialmente nella lingua italiana da una specifica autorità ma attraverso l'uso spontaneo e diffuso nel tempo".

La proposta è stata accolta istituzionalmente e sottoscritta all'unanimità in Consiglio Regionale della Liguria per il suo valore culturale e sociale, ed è stata inoltre accettata e riconosciuta dall'Istituto Giannina Gaslini.

Marco D'Agostino

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A LUGLIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium