(Adnkronos) - Grazie al contributo determinante del 2xmille, oltre 1,5 milioni di euro, 'Azione' si ritrova i conti in attivo nel 2025, con un avanzo di esercizio pari a 615 mila 047 euro e un patrimonio netto totale di 1 milione 400 mila 191 euro. Anche se sembrano lontani i tempi d'oro (giusto 4-5 anni fa) quando il partito raccoglieva una pioggia di donazioni dal mondo delle imprese (le elargizioni più generose arrivavano dal patron di Prada, Patrizio Bertelli agli Zegna, dai Rocca della Techint a Giovanni Arvedi, capo dell'omonimo gruppo siderurgico), oggi Carlo Calenda può continuare a sorridere, perché i soldi non mancano. Anzi, si ritrova un bel gruzzoletto che in tempi di magra gli consentirà di avere maggior libertà di manovra in vista delle prossime scadenze elettorali.
Spulciando l'ultimo bilancio chiuso il 31 dicembre scorso, il grosso degli introiti è dovuto certamente a un gettito annuale Irpef monstre, che ha garantito alle casse 1 milione 515 mila 658,38 euro, con "un incremento di quasi il 20% rispetto all’anno precedente e un aumento del 23% nel numero di scelte espresse dai contribuenti a favore del codice S48", come riportato nella relazione gestionale dal tesoriere, Giulio Cesare Sottanelli. Ma a rimpinguare le finanze ci pensano pure le ingenti 'disponibilità liquide' stimate in un milione 733 mila 494 euro, a cui vanno aggiunti i 237 mila 988 euro delle quote associative annuali, incamerate nell'ultima campagna adesioni 2024-25 e in netto aumento a fronte del tesseramento precedente (che aveva prodotto appena 71mila 200 euro) e le 'donazioni in denaro da persone fisiche' (parlamentari e privati) stimate in 201 mila euro. Tra i deputati e senatori al primo posto si colloca con 15 mila euro la vicepresidente del partito, Giulia Pastorella, mentre Calenda non ha versato nulla. Se si comparano le tabelle attuali con quelle di un rendiconto fa, al 31 dicembre 2024 le erogazioni liberali di 'eletti' e comuni cittadini erano più del doppio, 605 mila 093 euro.
"Nel 2025 -scrive Sottanelli- Azione ha ricevuto contributi volontari per complessivi euro 227 mila 293 di cui 201 mila 033 da persone fisiche e 26 mila 260 euro da persone giuridiche, mentre non ci sono state erogazioni liberali da parte di fondazioni e associazioni''. Quanto alle 'donazioni' fatte da società, ecco la nota dolente: rispetto a oltre un milione di euro di euro incassato nel passato, adesso il 'contributo' delle imprese si è ridotto notevolmente, a 26 mila 260 euro (constava 180 mila 126 euro nell'esercizio precedente). E sono venuti a mancare pure i grandi nomi di una volta. Carte alla mano, infatti, ci sono pochi 'finanziatori' vip. Tra questi (che hanno fatto versamenti superiori a 3mila euro) spiccano: con 25 mila euro Pierluigi Loropiana (uno dei fondatori della nota griffe del made in Italy) e con 3mila 400 euro l'imprenditore cileno di origini italiane, Juan Bautista Cuneo Solari, che ha trasformato il gruppo S.A.C.I. Falabella in uno dei colossi della vendita al dettaglio e dei grandi magazzini in America Latina.
Spulciando la lista delle imprese 'donatrici' (12 in totale) si va dal settore delle costruzioni agli appalti fino alle agenzie di viaggio. Parliamo dei 12 mila euro 'offerti' dalla 'Sottanelli Assi.ni srl' e dei 4 mila euro di 'Azzurro digitale srl'; più i 7mila 700 euro provenienti da 'Geina srl' (1250 euro); 'Sinergie srl' e 'Advanced Advice srl' (mille euro a testa); 'I Viaggi del Carlino di Mastrilli Lorena' (950 euro); 'Cisa appalti srl' e 'Passamonti Building srl' (750 euro cadauna). Completano l'elenco 'Almas Edilizia srl', 'Impresa costruzioni pubbliche Porcinari srl'; 'Restaura srl' e 'Nenè Service soc. coop.', che hanno contribuito alla causa ciascuna con 500 euro.
Quanto alle passività, i debiti 'entro l'esercizio' ammontano complessivamente a 101 mila 819 euro (zero verso le banche e poco più di 80 mila euro nei confronti dei fornitori), mentre gli oneri della gestione caratteristica, come si dice nel linguaggio contabile, arrivano in tutto a 1 milione 453 mila euro. Una cifra importante quest'ultima, che comprende 168mila 637 euro per 'consulenze amministrative, professionali e tecniche'; oltre 71mila euro per 'servizi tecnici per piattaforme digitali'; 497mila 610 euro per l'organizzazione di eventi, 'l'acquisto del materiale tipografico, spese di viaggio e trasferte'; 224 mila 681 euro investiti in 'marketing digitale, acquisto di spazi pubblicitari e servizi tecnici'. Il personale costa poco più di 54 mila euro. Per il 'godimento di beni di terzi', cioè noleggi e affitti, compreso il canone di locazione della sede nazionale di Corso Vittorio, la creatura di Calenda sborsa 141 mila 279 euro annui.
L'ex ministro dello Sviluppo economico nei governi Renzi e Gentiloni può ben sperare anche per il futuro. Secondo il suo tesoriere ''nel il 2026 potranno affluire al partito importanti risorse dall'attività di fundraising oltre che dal tesseramento: la stima è di circa 300mila euro. Non solo: non farà mancare il suo apporto il 2xmille visto che ''nel 2026 si attende un gettito non inferiore a 1 milione 300 mila euro''.











