ROMA (ITALPRESS) - "Quel che ha scelto di fare il governo" sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna "è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell'audizione al comitato parlamentare di controllo sull'attuazione dell'Accordo di Schengen. "Ma voglio sottolineare che, mentre l'iniziativa dell'Italia si fonda su solide basi oggettive e l'attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse - ha aggiunto Piantedosi - la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell'istituto e con il principio europeo di solidarietà". Per Piantedosi, "la nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. E' fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell'intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi", ribadisce, ricordando quanto accaduto a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, quando "un'eccezionale pressione migratoria" ha determinato "un improvviso e consistente afflusso irregolare di circa 72.000 cittadini di Paesi terzi. Qualsiasi narrazione che descriva la situazione come sotto controllo si scontra con la realtà dei fatti. Il problema non risiede nell'impegno delle autorità di Madrid, ma nell'oggettiva ingovernabilità di una crisi di tale portata". Inoltre "le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna - ha aggiunto Piantedosi - in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi attraverso lo spazio comune, che in quanto tali non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori". Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa a Ceuta per il prossimo 15 agosto "stiamo attentamente monitorando l'evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l'applicazione dell'Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia", conclude il titolare del Viminale. (ITALPRESS). - Foto: Ufficio stampa Camera dei Deputati -
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