ROMA (ITALPRESS) - Elettricità in Italia più cara rispetto ai principali Paesi Ue fino a quasi 70 euro/MWh, a settembre il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025. Per commercio, turismo e ristorazione oltre un miliardo di euro di maggiori di costi nel secondo semestre e nel 2027 si perderebbero circa 6,5 miliardi di euro di consumi. Sono questi i principali dati emersi da un'analisi delle dinamiche dei prezzi energetici realizzata da Confcommercio in collaborazione con il CER e dalle stime dell'Ufficio Studi Confcommercio sugli effetti del caro energia su inflazione, consumi e crescita. L'Italia paga l'elettricità molto più dei principali Paesi europei e il nuovo shock sui mercati internazionali dell'energia rischia di allargare ulteriormente questo divario con pesanti effetti sulle bollette di famiglie e imprese e sull'economia del nostro Paese. A settembre 2026, infatti, il PUN, ossia il prezzo all'ingrosso dell'elettricità, è arrivato a segnare un aumento del 73,3% sul valore medio del 2025, un incremento particolarmente elevato che si sovrappone a una situazione di grande criticità pregressa (i prezzi attuali sono infatti superiori del 271,1% a quelli pre-Covid). Il maggior costo riguarda anche gli altri grandi paesi europei, ma in nessun caso gli aumenti hanno raggiunto l'intensità registrata in Italia dove il prezzo dell'elettricità è oggi superiore di 65,3 euro per MWh rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia. Un vero e proprio "spread energetico", che si è ampliato dopo la crisi russo-ucraina e che oggi torna in primo piano con la nuova impennata delle quotazioni internazionali. A settembre, il prezzo del gas sul mercato europeo TTF registra un aumento del 161,2% rispetto a settembre 2025, mentre il petrolio segna un incremento del 55,7% dall'inizio del 2026 e un +62,6% rispetto a un anno fa. Ma il caro energia rischia di presentare un conto ancora più ampio all'economia italiana. Nello scenario energetico più sfavorevole, con il Brent stabilmente a 140 dollari nel 2027, l'inflazione aumenterebbe di 0,7 punti percentuali, mentre si perderebbero mezzo punto di consumi, 250 euro di consumi reali per famiglia, pari complessivamente, a circa 6,5 miliardi di euro, e tre decimi di PIL, riportando la crescita del Paese allo "zero virgola". Per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione l'aggravio di costo, nel secondo semestre, è complessivamente superiore al miliardo di euro. La principale ragione dello svantaggio italiano - sempre secondo l'analisi Confcom-CER - sta nel mix energetico e, in particolare, nella maggiore dipendenza dal gas. Nel 2025, il 43,7% dell'elettricità italiana è stato generato da impianti alimentati a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e appena il 3,2% della Francia. Questo significa che quando aumenta il prezzo europeo del gas, il costo dell'elettricità cresce in Italia più che negli altri Paesi. In altre parole, lo shock è uguale per tutti, ma i suoi effetti sono asimmetrici: la maggiore dipendenza dal gas rende l'Italia più esposta alle oscillazioni dei mercati internazionali e determina costi più elevati per famiglie e imprese. Anche sul fronte delle rinnovabili, l'Italia sconta un gap: da queste fonti di energia deriva ormai il 50% dell'elettricità italiana, ma la quota resta inferiore al 56,9% della Spagna e al 56,3% della Germania. A questa debolezza strutturale si aggiunge il meccanismo europeo di formazione del prezzo dell'elettricità, legato anche al costo dell'impianto necessario a soddisfare la domanda che, in Italia, è frequentemente alimentato a gas. Per questo, anche quando aumenta la produzione da fonti rinnovabili, il prezzo dell'elettricità continua a risentire delle quotazioni del gas. Infine, sul divario di prezzo con gli altri Paesi incidono anche oneri e imposte. Infatti, nonostante il loro peso sulla bolletta italiana, a fine 2025, sia inferiore a quello dei principali partner europei, tra il 2021 e il 2025 questa componente è aumentata in Italia del 33,9%, mentre in Spagna e Germania è addirittura diminuita, rispettivamente dell'11,7% e del 22,6%. Questo significa che circa un terzo dell'aumento del prezzo finale dell'energia registrato in Italia è riconducibile proprio alla crescita di oneri e imposte, contribuendo così ad ampliare ulteriormente il divario con gli altri Paesi. L'impatto del rincaro del prezzo dell'energia - conclude l'analisi Confcom-CER - è particolarmente pesante per le imprese del commercio, del turismo e della ristorazione, che durante l'estate hanno dovuto aumentare i consumi elettrici anche per il maggiore utilizzo della climatizzazione. Nel terzo trimestre di quest'anno i consumi sono stimati in crescita del 15% rispetto al trimestre primaverile e, per effetto combinato di maggiori consumi e prezzi più elevati, nel secondo semestre 2026, per queste imprese si stima un aggravio complessivo di costo per le bollette elettriche superiore a un miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la GDO. La spesa energetica complessiva delle imprese del comparto potrebbe così arrivare fino a 2,9 miliardi di euro su base trimestrale, tornando sui livelli raggiunti solo con la crisi energetica del 2022 causata dallo scoppio del conflitto russo-ucraino. "Il peggioramento della situazione internazionale e il continuo incremento dei costi dell'energia stanno mettendo in seria difficoltà le imprese e riducono la fiducia delle famiglie - afferma il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - Bisogna evitare che questi aumenti si scarichino interamente sulle bollette, con misure immediate e interventi strutturali, a partire da incentivi fiscali per l'efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. Allo stesso tempo, bisogna accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell'elettricità. Importante anche favorire la diffusione tra le imprese di contratti di acquisto di energia in forma aggregata, al fine di garantire prezzi vantaggiosi e stabili nel lungo termine". "Ma bisogna agire subito, altrimenti andremo incontro ad una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese", conclude.- foto tratta da studio Confcom -(ITALPRESS).
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sabato 19 settembre













