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Attualità | 21 settembre 2026, 17:29

Collegno, in via Oberdan 24 alloggi per chi non riesce a permettersi una casa

L'iniziativa nasce nell'ambito del finanziamento PNRR PINQuA e prevede il recupero dell'edificio

Collegno, in via Oberdan 24 alloggi per chi non riesce a permettersi una casa


Comprare casa è sempre più difficile, affittare spesso proibitivo. Per dare una risposta concreta a chi oggi fatica ad accedere al mercato abitativo privato, la Città di Collegno avvia Abitare Insieme, il nuovo condominio solidale che sorgerà in via Oberdan 10 e che metterà a disposizione 24 alloggi destinati a persone e nuclei familiari che non dispongono di un'adeguata capacità economica per reperire soluzioni abitative sul libero mercato.


L'iniziativa nasce nell'ambito del finanziamento PNRR PINQuA e prevede il recupero dell'edificio di via Oberdan 10, da anni in disuso. Un investimento complessivo di 3,3 milioni di euro che consentirà di restituire alla città uno stabile inutilizzato trasformandolo in un luogo dedicato all'abitare e alla costruzione di relazioni di comunità.
Il condominio solidale è un modello abitativo che ha l'obiettivo di favorire l'integrazione tra nuclei con caratteristiche sociali, funzionali, economiche e culturali differenti, promuovendo la coesione sociale e il supporto reciproco anche attraverso percorsi di accompagnamento e sostegno all'autonomia abitativa.


L'immobile, risalente al 1970 e fino a una decina d'anni fa sede degli ambulatori dell'ASL TO3, era stato inserito dalla Città di Collegno tra gli interventi candidati al finanziamento PNRR Missione 5 Componente 2 Investimento 2.3 "Investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale", nell'ambito del programma di rigenerazione urbana Collegno Rigenera.


“La casa rappresenta una delle condizioni fondamentali per costruire percorsi di vita stabili e dignitosi - dichiara il sindaco Matteo Cavallone -. Con il progetto Abitare Insieme mettiamo a disposizione alloggi a condizioni più vantaggiose rispetto al mercato libero, offrendo una risposta concreta a cittadini e famiglie che oggi incontrano difficoltà nell'accesso alla casa. Pensiamo ai giovani che vogliono costruire il proprio percorso di autonomia, ai nuclei monoparentali, alle persone con disabilità e a tutti coloro che, pur essendo autonomi, non riescono a sostenere i costi richiesti dal mercato privato. È un intervento che guarda non soltanto all'abitare, ma anche alla costruzione di una comunità inclusiva e solidale”.

«Abitare Insieme rappresenta un esempio concreto di come le risorse del PNRR PinQua possano tradursi in opportunità per il territorio - aggiunge il vicesindaco e assessore alla Progettazione Strategica Antonio Garruto -. Grazie a un investimento di 3,3 milioni di euro recuperiamo e riqualifichiamo un edificio inutilizzato  e gli restituiamo una funzione utile alla città. È un intervento che mette insieme riqualificazione urbana e risposta a un bisogno sempre più sentito come quello della casa, restituendo valore a uno spazio e creando nuove opportunità per i cittadini”.

“Abitare Insieme nasce per accompagnare le persone verso una maggiore autonomia abitativa e per favorire relazioni di vicinato fondate sulla collaborazione e sul sostegno reciproco - sottolinea l'assessore alla Solidarietà Sociale Roberto Bacchin - Il condominio solidale non è soltanto un insieme di appartamenti, ma un progetto che mette al centro le persone e che punta a creare opportunità di inclusione, integrazione e partecipazione alla vita della comunità”. 

Il progetto è rivolto a giovani, nuclei monoparentali, persone con disabilità, adulti che non dispongono di un'adeguata capacità economica per il reperimento di soluzioni abitative sul mercato libero.
I 24 alloggi realizzati saranno suddivisi in diverse tipologie: sei trilocali da 72 metri quadrati, di cui due attrezzati per persone con disabilità motoria; sei trilocali da 63 metri quadrati; sei trilocali da 54 metri quadrati; sei bilocali da 42 metri quadrati, di cui due attrezzati per persone con disabilità motoria.


Gli appartamenti saranno assegnati con contratto di locazione a canone agevolato della durata di 4 anni più 2. È già stato individuato un partner che stipulerà i contratti di locazione. L'importo derivante dalla somma del canone mensile e delle spese condominiali non potrà incidere per oltre il 35% del reddito mensile del nucleo familiare.
Al piano terra dell'edificio sarà inoltre presente uno spazio polifunzionale.


Potranno presentare domanda i nuclei familiari in possesso di un'attestazione ISEE compresa tra 7.000 e 25.000 euro. Per i nuclei nei quali almeno un componente presenti una capacità di deambulazione sensibilmente ridotta certificata, il limite ISEE massimo resta fissato a 25.000 euro. Costituirà criterio di priorità la residenza nel Comune di Collegno.
Tra i requisiti previsti vi è inoltre la sostenibilità del canone rispetto al reddito familiare: la somma di affitto e spese condominiali non dovrà superare il 35% del reddito mensile del nucleo familiare, al netto di eventuali rate derivanti da finanziamenti stipulati dai componenti del nucleo.

Al momento non è ancora possibile presentare domanda per questo progetto, approvato con delibera di Giunta lo scorso mercoledì.


“Era nostra premura raccontare alla città questo progetto - spiegano Cavallone, Garruto e Bacchin -. Da una parte consentirà di recuperare un edificio inutilizzato da anni, dall'altra offrirà nuove opportunità abitative a cittadini e famiglie del territorio che faticano a trovare una casa a costi sostenibili”.

Quando saranno aperti i termini, la Città di Collegno fornirà tempestiva comunicazione attraverso i propri canali istituzionali, indicando modalità operative e tempistiche per la presentazione delle istanze.


 

comunicato stampa

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