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Ultim'ora | 08 ottobre 2026, 16:15

Via libera alla nuova legge elettorale: cosa prevede lo Stabilicum e le novità rispetto al Rosatellum

Via libera alla nuova legge elettorale: cosa prevede lo Stabilicum e le novità rispetto al Rosatellum

(Adnkronos) - Via libera definitivo della Camera alla nuova legge elettorale, soprannominato da Fi "Stabilicum" o "Melonellum": oggi, giovedì 8 ottobre, con voto segreto, il testo ha ottenuto 227 sì e 164 no. Tutta l’opposizione ha protestato in aula al momento del voto finale, ma alla fine la riforma è passata. Tante le novità rispetto alla precedente legge, il cosiddetto Rosatellum.  

Tra le principali novità del testo, c'è il proporzionale con premio di governabilità (che scatta quando una coalizione ottenga almeno il 42% dei voti validi in entrambi i rami del Parlamento), preferenze ma con capilista bloccati, soglia di sbarramento e nome del candidato premier indicato dalla coalizione (ma non sulla scheda elettorale), aumento della soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila in ogni collegio per quelle formazioni politiche non presenti alla Camera e al Senato. 

Il temuto voto segreto non ha regalato sorprese oggi, niente colpi di scena. La maggioranza ha tenuto e almeno in Parlamento il capitolo riforma elettorale è andato in soffitta. Un esito atteso, anche perchè l'atmosfera a Montecitorio era sì quella dei momenti solenni ma la suspense era andata notevolmente scemando nelle ultime ore. Il primo indizio sul fatto che non ci sarebbero stati intoppi, del resto, l'ha fornito Giorgia Meloni, assente. La premier, lungi dal voler testare di persona la disciplina della sua maggioranza, ha optato per l'inaugurazione di palazzo Saladini Pilastri ad Ascoli Piceno, mettendo svariati chilometri di distanza tra se e la legge elettorale. Un segnale? Chi sa. "Non c'è nemmeno la Meloni, vuol dire che sono sicuri del voto", dicevano tradendo un filo di delusione già di prima mattina alcuni deputati del Pd. 

Effettivamente, alla campanella delle 10,30 in avvio di seduta, l'aula della Camera era ancora semi vuota. Pochi i parlamentari, pochissimi i ministri: Elisabetta Casellati, Luca Ciriani, Carlo Nordio, Eugenia Roccella, Orazio Schillaci, Gianmarco Mazzi tra i primi ad arrivare. A seguire, ma senza fretta e fino al quasi sold out, tutti gli altri. Non, però Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti. Assenti giustificati, ci si affretta a far sapere. Perchè il centrodestra aveva precettato tutti i suoi deputati: annullate missioni, trasferte e 'scuse' varie. La presenza in aula era obbligatoria. Vuoti all'inizio anche i banchi dei leader del centrosinistra, che però si erano già tutti iscritti a parlare: Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli, Riccardo Magi. A tentare di scaldare un po' l'atmosfera prova il segretario di +Europa: "Abbiate un sussulto, disobbedite", dice ai colleghi di centrodestra. Di risposta, giusto qualche sorriso beffardo. 

Poi tocca all''altra' opposizione, quella di Futuro nazionale. Federico Ziello non risparmia critiche alla legge e i banchi di FdI rumoreggiano. Poi però lancia l'amo: "Tutti i sondaggi dicono che senza Vannacci il centrodestra non vince...". Alla fine del suo intervento i vannacciani, in fila ordinata, lasciano l'aula. Torneranno al momento del voto. Entra in campo il centrosinistra che, come sempre, merita un capitolo a parte. Maria Elena Boschi difende le donne e parte l'applauso di tutto il fronte di opposizione. Quindi arriva il momento dei leader. Inizia a parlare Angelo Bonelli: "Bugiardi seriali!", cannoneggia il co portavoce di Europa Verde. Al suo fianco Nicola Fratoianni annuisce. In quel momento entra in aula Antonio Tajani che, sornione, anzichè sedere ai banchi del governo si dirige verso quelli di Forza Italia, dove si mette a confabulare con i suoi deputati. Non con Marta Fascina che, con calma, arriverà più tardi. Giusto per il voto. 

"La Camera approva", sentenzia alla Fontana. La maggioranza applaude, Federico Mollicone mostra le dita a V, proprio come Churchill. L'opposizione protesta e mostra dei cartelli: "Legge truffa". Il Melonellum è legge. Sulla riforma elettorale cala il sipario del Parlamento ma si alza quello della Corte costituzionale: lunedì l'opposizione con i Comitati presenterà i ricorsi alla Consulta sul Melonellum. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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