/ Economia e lavoro

Economia e lavoro | 21 ottobre 2026, 08:39

Lavorare in ambienti confinati: cisterne, silos e vasche, i rischi che richiedono una formazione specifica

Ci sono situazioni in cui gestire la sicurezza è molto più complicato del solito, soprattutto quando si deve lavorare dentro cisterne, silos, serbatoi, vasche o tubazioni.

Lavorare in ambienti confinati: cisterne, silos e vasche, i rischi che richiedono una formazione specifica

Ci sono situazioni in cui gestire la sicurezza è molto più complicato del solito, soprattutto quando si deve lavorare dentro cisterne, silos, serbatoi, vasche o tubazioni. Si tratta di ambienti stretti, con accessi difficili, che si trovano in tantissime aziende e che richiedono massima attenzione ogni volta che si deve fare una pulizia, un controllo o una manutenzione.

I rischi in questi spazi sono alti e spesso invisibili: può mancare l'ossigeno, possono accumularsi gas tossici o vapori chimici, muoversi è difficile. Per questo motivo non si può entrare senza una preparazione specifica. Gli operatori devono sapere esattamente come controllare l'aria prima di scendere e cosa fare se qualcuno si sente male all'interno, per evitare che un soccorso improvvisato finisca in tragedia.

Il corso di formazione per gli spazi confinati

Entrare in un silos o in una cisterna non è un'azione che si può fare basandosi solo sull'esperienza lavorativa. Prima di iniziare, bisogna fare un piano: controllare che tipo di spazio sia, verificare le attrezzature necessarie e analizzare i pericoli reali della struttura.

Chiunque svolga queste mansioni deve svolgere un corso specifico. Il corso formazione addetti spazi confinati proposto da Scanavino & Partners rispetta le regole fissate dall'Accordo Stato-Regioni e dura in tutto 12 ore. Le 4 ore di teoria servono a capire cosa dice la legge, come si riconoscono i rischi legati ai gas tossici e alla mancanza di ossigeno nei vari ambienti. Le 8 ore di pratica si fanno di persona usando gli strumenti reali, come i rilevatori d'aria e le imbragature per il soccorso.

Durante la formazione ci si concentra sui tre momenti fondamentali: l'ingresso, il lavoro all'interno dello spazio stretto e l'uscita in sicurezza. L'obiettivo è far assimilare i movimenti giusti per muoversi senza rischi e saper intervenire in caso di pericolo, evitando errori improvvisati che potrebbero peggiorare le cose.

I rischi principali dentro cisterne, silos e vasche

Ogni spazio confinato ha i suoi pericoli specifici, che cambiano molto in base a quello che contiene o alla sua struttura. Ecco i rischi più frequenti a cui fare attenzione:

  • mancanza di ossigeno - è il pericolo più comune e subdolo. Spesso l'aria all'interno diventa irrespirabile senza che ci si accorga di nulla, portando all'asfissia in pochissimi minuti;
  • gas tossici ed esplosioni - in questi ambienti si accumulano facilmente vapori chimici o gas di fermentazione. Alcuni sono velenosi e provocano intossicazioni immediate, altri rischiano di innescare incendi o esplosioni alla minima scintilla;
  • pericoli nei silos - chi lavora nei silos di cereali, mangimi o polveri sfuse rischia di sprofondare. Il movimento del materiale può tirare con sé una persona in pochi secondi, intrappolandola sul fondo.
  • infortuni fisici - lo spazio ridotto e la scarsa visibilità aumentano il rischio di cadere dall'alto, scivolare, urtare le pareti o rimanere impigliati in organi meccanici in movimento (come le aree di scarico).

Come preparare il lavoro senza correre rischi

Prima che qualcuno vada dentro un silos o una cisterna, bisogna compiere alcuni passaggi obbligatori. Non si improvvisa nulla: si guardano le dimensioni dello spazio, cosa c'era dentro prima e che tipo di lavoro va fatto.

Prima di scendere si usa un rilevatore di gas per controllare i livelli di ossigeno e verificare che non ci siano vapori tossici o rischi di esplosione. Se l'aria non è buona, si installano dei ventilatori per forzare il ricambio d'aria. Anche i faretti e gli attrezzi elettrici devono essere speciali (antideflagranti) per non fare scintille.

I tombini e i passaggi spesso sono strettissimi. Bisogna decidere prima come far entrare l'operatore e, soprattutto, come agire rapidamente se succede qualcosa. Fuori dall'apertura deve esserci sempre un addetto alla sorveglianza. Il suo compito è tenere d'occhio chi è dentro, comunicare con lui e dare l'allarme per far partire i soccorsi in caso di malore.

Attrezzature e soccorso: cosa serve davvero

Per lavorare dentro un ambiente confinato servono dotazioni specifiche, scelte in base ai pericoli reali della struttura. Gli strumenti fondamentali sono tre: i rilevatori di gas, le imbragature di sicurezza e i respiratori (come maschere o bombole) per proteggere le vie aeree se manca l'ossigeno. In caso di malore, il soccorritore esterno non deve mai procedere in maniera impulsiva.

Infine, c'è il problema dei contatti. Spesso le pareti di metallo o cemento bloccano il segnale, quindi servono sistemi di comunicazione radio specifici per garantire che chi si trova sul fondo possa parlare costantemente con chi vigila all'esterno.



 

Informazioni fornite in modo indipendente da un nostro partner nell’ambito di un accordo commerciale tra le parti. Contenuti riservati a un pubblico maggiorenne.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A OTTOBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium