(Adnkronos) - "La Nouvelle France è quello di cui ha bisogno ora il Paese". Ad affermarlo è Manuel Bompard, coordinatore del gruppo nazionale di La France Insoumise all'Adnkronos, durante il meeting del partito a Le Bourget, nella periferia nord della capitale francese.
"All'inizio, quando abbiamo proposto questo concetto, l'idea di Nuova Francia è stata molto caricaturata, ridotta solo alla questione dell'immigrazione. La Nuova Francia è questo, certo, ma non solo: è molte altre cose. È la questione delle nuove famiglie, dei mutamenti del sistema economico e del capitalismo, e quindi delle nuove forme di lavoro. È la questione delle famiglie monoparentali, che oggi sono una realtà che nessuno può più contestare", aggiunge, parlando del concetto cardine della campagna elettorale del partito, tra i preferiti nella corsa alle presidenziali del 2027.
Dal palco, Jean-Luc Mélenchon, leader del partito e candidato all’Eliseo, afferma: "Lotteremo e vinceremo". Davanti a migliaia di persone - gli organizzatori parlano di 20mila - che sventolano le bandiere tricolore e quelle di Lfi, il candidato e i suoi più stretti collaboratori svelano il programma 'Il futuro in comune - Il programma della Nuova Francia'. Contenente 1069 misure, si articola in sei parti: ecologia, economia, previdenza sociale, diritti sociali, ristrutturazione della repubblica francese e diplomazia.
Sono diversi i temi che hanno convinto la militante Sarah Guillaumat, che ha scelto "non senza difficoltà", come dice all'Adnkronos, di essere presente al meeting nonostante la manifestazione dei Gilet gialli a Parigi. "I politici de La France Insoumise sono i soli che difendono i diritti fondamentali: i diritti delle persone in condizioni di precarietà, il diritto all’alloggio, i diritti della comunità Lgbt", spiega. "Oggi non ci sono altri partiti che difendono queste cause. E anche sul fronte dell’ecologia, sono i primi. Persino gli ecologisti non hanno oggi un programma così articolato come quello di Lfi".
Per Roland, invece, 31 anni, è la gestione dell’immigrazione il punto forte del partito: "L’estrema destra dice che vuole vietare l’immigrazione. Ma di chi? Di che tipo? in che modo? Al contrario, Mélenchon sostiene che bisogna comprendere il contesto. Chi sono questi immigrati? Di cosa parliamo e come agiamo? È proprio su questo punto che io rivendico la mia posizione e mi riconosco".
Tra una stoccata e l’altra all’attuale presidente della Repubblica Emmanuel Macron - "tutti detestano il potere macronista", dichiara dal palco - e alla sua diretta rivale Marine Le Pen, candidata dell’estrema destra all’Eliseo, Mélenchon parla dell’importanza di tassare i ricchi, di disarmo nucleare e di uscita dalla Nato. Nella giornata, un’attenzione particolare anche per la Palestina e Gaza, un tema che il leader Lfi mette da anni in primo piano e che gli è valso accuse di antisemitismo. “Per questo occorre chiamare genocidio un genocidio e non tergiversare” dice. Poi aggiunge: “In casi di vittoria agiremo frontalmente in soccorso ai palestinesi”. (Di Veronica Gennari)











